Home ENTI LOCALI Partinico, al quarto tentativo la casa di riposo va ai privati: l’ok...

Partinico, al quarto tentativo la casa di riposo va ai privati: l’ok del consiglio comunale

694
0

Al quarto tentativo il consiglio comunale dice “sì” all’esternalizzazione della gestione della casa di riposo “Canonico Cataldo” di Partinico. Ieri sera sono stati 12 i voti favorevoli, 7 invece i contrari: non è passata l’immediata esecutività perché serviva la maggioranza assoluta, vale a dire 13 voti.

Cambia poco nella sostanza: si dovranno attendere i canonici 15 giorni di pubblicazione all’albo e poi si potrà avviare l’iter della pubblicazione del bando di gara per l’assegnazione della gestione. Dell’ipotesi che era ventilata nei giorni scorsi di una possibile “dimissione di massa” dei consiglieri, in seguito all’avvio di un’ispezione prefettizia per sospette infiltrazioni mafiose, non si è fatto alcun cenno.

Quindi i consiglieri resteranno in carica sino alla scadenza naturale del mandato o sino ad eventuale scioglimento. Passati anche tutti gli emendamenti e tra questi la gestione biennale e la possibilità di partecipazione al bando per la preparazione dei pasti da parte degli istituti scolastici. In tal senso si potrà allora inserire l’istituto superiore alberghiero “Danilo Dolci” che si era già reso disponibile a garantire propri studenti a titolo gratuito per la preparazione dei pasti e il servizio in tavola.

“Il nostro ‘no’ – ha precisato il capogruppo del Pd Renzo Di Trapani – anzitutto perché non riteniamo giusto, con le possibili elezioni amministrative alle porte, scioglimento permettendo, che il prossimo governo debba trovarsi questa scelta imposta. In ultimo è giusto che a prendere questa decisione sia proprio quella maggioranza di centrodestra che a mio avviso ha smantellato questo servizio, tanto che oggi gli anziani ricoverati sono scesi a 21 unità”.

“Io sempre coerente – ha rivendicato il consigliere Mauro Lo Baido – e ho confermato il mio ‘sì’ anche perché la situazione di dissesto finanziario del Comune imponeva questa scelta perché il costo del servizio non era più sostenibile, come avevamo più volte anche sottolineato i revisori dei conti”.

“Si è fatto un lavoro certosino – ha concluso il vicepresidente del consiglio Erasmo Briganò – che ha coinvolto un’ampia base del consiglio nelle scelte ed ha permesso di apportare una serie di modifiche importanti rispetto alle precedenti delibere bocciate”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui