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Coronavirus, positivo uno italiano tra quelli in quarantena

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Era stato trasportato oggi dalla Cecchignola in isolamento allo Spallanzani di Roma, dove sono sempre critiche le condizioni dei due cinesi ricoverati da otto giorni. Per loro una terapia antivirale sperimentale. Il ministro Speranza riunisce la task force, si va verso nuove misure sui rimpatri di italiani.

ROMA – L’allarme coronavirus arriva dalla Cecchignola. Un caso sospetto tra i 56 italiani rientrati da Wuhan e attualmente in osservazione nella città militare alla periferia di Roma, dopo essere stato trasferito in isolamento all’ospedale Spallanzani, in serata è risultato positivo. Lo hanno rivelato le analisi condotte sui tamponi.
L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha appena comunicato alla task force del ministero della Salute l’esito positivo del test di conferma per il coronavirus precisando che il paziente è attualmente ricoverato con “modesto rialzo termico”.

IL RACCONTO DEI RECLUSI
Qualche ora prima la situazione era più tranquilla. “Dopo la notizia di ulteriori accertamenti su uno degli italiani in quarantena, un uomo tra i 30 e i 40 anni che era in stanza da solo, eravamo in apprensione – proseguono – Ci hanno detto che gli esiti del suo tampone ieri non erano chiari e per questo non si poteva escludere il contagio né confermarlo. Adesso per lui si stanno aspettando gli esiti degli altri tamponi. Per noi non cambia niente – spiegano – i nostri tamponi faringei sono negativi. Per questo stasera festeggeremo con delle bottiglie di prosecco”. “Con l’ausilio delle mascherine e dei guanti, che abbiamo l’obbligo di utilizzare per ognuno di noi, è escluso al 100% il contagio per noi, anche se quella persona dovesse risultare positiva”, concludono gli italiani in quarantena. Alle 21.30 la conferma, il compagno di viaggio è positivo.

I DUE RICOVERATI IN PROGNOSI RISERVATA

Nello stesso nosocomio risultano stabili, e dunque ancora critiche, le condizioni della coppia di turisti cinesi, positivi al coronavirus e ricoverati da otto giorni. “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del nuovo Coronavirus, continuano a essere ricoverati nella terapia intensiva del nostro Istituto. Le loro condizioni cliniche restano invariate, con parametri emodinamici stabili. La prognosi resta tuttora riservata”, si legge nel bollettino medico diramato oggi dallo Spallanzani.

Quanto alla terapia, i due coniugi cinesi “ricevono dal 4 febbraio terapia antivirale sperimentale. Tali farmaci sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili”. “Il lopinavir/ritonavir – precisano i medici dello Spallanzani – è un antivirale comunemente utilizzato per l’infezione da hiv che mostra attività antivirale anche sui coronavirus. Il remdesivir è stato ottenuto grazie alla disponibilità dell’azienda farmaceutica produttrice, attraverso una procedura effettuata tempestivamente grazie all’impegno del Comitato Etico del nostro Istituto, dell’Aifa, delle dogane, e dell’Usmaf di Milano Malpensa. Il remdesivir è un antivirale già utilizzato per la malattia da virus Ebola, ed è potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo coronavirus”.

Le 20 persone asintomatiche tuttora in quarantena che sono state a contatto con la coppia cinese “sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”, fanno sapere i medici dello Spallanzani. Che concludono: “Nove pazienti sono tuttora ricoverati: 2 sono casi confermati (la coppia cinese attualmente in terapia intensiva), 4 sono pazienti sottoposti a test per la ricerca del nuovo coronavirus in attesa di risultato, 3 sono pazienti che, risultati negativi al test per nuovo coronavirus, rimangono comunque ricoverati per altri motivi clinici”. “Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione – è ancora scritto – 41 pazienti sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus. Di questi 32, risultati negativi al test, sono stati dimessi”.

Intanto si è riunita questa mattina la task-force coronavirus 2019-nCoV del ministero della Salute alla presenza del ministro, Roberto Speranza. A seguire, si è svolta la riunione del tavolo tecnico scientifico “che valuterà ulteriori misure di prevenzione sui cittadini di ritorno dalle aree a rischio”.

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