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Alcamo, lavori in via Maria riposo: tornano alla carica i dissidenti del Movimento 5 Stelle

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Ripartita una seconda tranche di lavori di manutenzione della via Maria Riposo ad Alcamo e riaffiora il malumore all’interno della maggioranza del Movimento 5 Stelle per alcuni interventi ritenuti non idonei. Cinque consiglieri, Rosalba Puma, Antonino Asta, Gaspare Grillo, Pietro Mirabella e Agata Cappero, hanno presentato una richiesta di accesso agli atti indirizzandola alla Direzione 4 del Comune che si occupa di lavori pubblici. Si chiede di visionare tutta la documentazione che ha portato al varo del progetto su cui si registrano forti contrapposizioni interne ai grillini alcamesi.

“Da pochi giorni – sostiene la consigliera Puma –  sono ripresi in via Maria Riposo i lavori di smantellamento della cunetta di basole in pietra, con sostituzione di cunetta in cemento, uno dei punti più critici su cui erano state già chieste delle spiegazioni con un’interrogazione presentata nel maggio scorso. Attendiamo ancora risposte valide e relativa documentazione”.

Secondo i consiglieri questi interventi programmati non rispetterebbero determinati criteri di economicità e rispetto del territorio. In consiglio comunale nel giugno scorso la vicenda finì al centro del dibattito per effetto di un’interrogazione che venne sottoscritta all’epoca da 9 consiglieri del M5S in cui si chiedeva conto e ragione all’amministrazione per la modalità dei lavori portati avanti in questi mesi per la manutenzione e l’arredo di due delle strade principali della città, le vie Foscolo e Madonna del riposo.

In 14 punti ad essere contestate le modalità degli interventi ed in particolare la scelta di rimuovere le basole in marmo della via Foscolo. Particolarmente duro fiu il consigliere Asta che sostenne che con il progetto di manutenzione di via Ugo Foscolo e via Maria Riposo “si sono fatte scelte scellerate, togliendo basole in pietra per sostituirle con brutte soluzioni in cemento”.

Coi risparmi si sono comprati panchine e vasi da collocare nel corso VI Aprile, ma anche questa scelta fu bollata come “d’immagine” e per nulla sostanziale e funzionale. Dal suo canto il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Vittorio Ferro risposte evidenziando che un’amministrazione comunale non fa progetti e che le soluzioni tecniche le sceglie l’ufficio che ha seguito le linee tracciate nel Dup, il documento unico di programmazione. Oltretutto Ferro disse che gli arredi sono stati graditi da gran parte della popolazione. Risposte che però furono considerate non sufficienti dai consiglieri che già all’epoca annunciarono che sulla vicenda sarebbero tornati.

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