CRONACA

Partinico, nuova intimidazione con il fuoco alla ditta Cucinella



Ancora intimidazioni con il fuocoa alla ditta cucinella di Partinico. A
distanza di circa 8 mesi da un primo attentato incendiario subito, alle prime
luci dell’alba di oggi, ignoti hanno nuovamente preso di mira un deposito di
legnami che insiste sul Viale dei Platani, a pochi metri della parte
sottostante il passaggio a livello della linea ferrata. I malviventi, hanno
scavalcato la recinzione dell’area dello stabilimento per cospargere di liquido
infiammabile e innescare l’incendio agli automezzi parcheggiati nello spiazzale
adiacente. Un autocarro Iveco e un Fiat 300 sono stati letteralmente divorati
dal rogo, così come sono state rese inutilizzabili due pompe di calcestruzzo.
Queste ultime del valore di circa 100 mila euro. Parzialmente danneggiato dalle
fiamme, invece, un altro camion, un Fiat 190, i cui danni sono stati limitati
dall’arrivo dei vigili del fuoco del distaccamento di Partinico, intervenuti
tempestivamente dopo aver ricevuto una segnalazione telefonica intorno alle 5
di questa mattina. I pompieri hanno lavorato con ritmi estenuanti per impedire
che le fiamme si propagassero nel deposito di legname di Simon Pietro
Cucinella, 44 anni, già destinatario, lo scorso 24 gennaio, di un episodio
analogo. In quel caso, gli attentatori, danneggiarono lo stabilimento,
riducendo in cenere tutta la merce altamente infiammabile custodita nel
magazzino, un macchinario e parte di suppellittili. Nessun dubbio, per i
carabinieri della compagnia di Partinico che seguono le indagini, sulla matrice
dolosa del rogo di stanotte. Sebbene in un primo momento gli investigatori non
abbiano rinvenuto nulla, l’odore acre del combustibile sprigionato dalle fiamme
non lascerebbe spazio ad altre interpretazioni. Ipotesi che, peraltro, qualche
ora dopo sarebbe stata confermata da un video di cui i militari sarebbero
entrati in possesso. Un filmato registrato da un impianto di videosorveglianza
che avrebbe ripreso la presenza nello spiazzale di un uomo incappucciato
intento a cospargere gli automezzi di benzina. Sulle indagini c’è massimo
riserbo. L’inchiesta ruota a 360 gradi, anche se la pista più accreditata
sembrerebbe quella legata al racket delle estorsioni. I carabinieri starebbero
anche cercando di appurare i motivi della presenza di due pompe di calcestruzzo
nell’area presa di mira dagli attentatori.

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