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Partinico, Un regolamento per la riqualificazione del centro storico, il servizio



Avviare un percorso di ripresa del settore edilizio e favorire il decoro urbano del centro cittadino attraverso un pacchetto di sette misure straordinarie per la riqualificazione del patrimonio immobiliare di Partinico. La proposta arriva da quattro consiglieri comunali di opposizione, Salvatore Rappa e Michele Chimenti del PD, Mauro Lo Baido e Francesco Lo Iacono del Gruppo Misto. Si tratta di un vero e proprio regolamento che una volta esaminato dalla I commissione consiliare dovrà essere discusso dall’assise civica. Il piano, disciplina le modalità di accesso alle agevolazioni econominche, per l’esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restaro e risanamento conservativo, compreso il cambio di destinazione d’uso. Ecco, nello specifico, il pacchetto di misure:
1) esonero dal contributo relativo al costo di costruzione;
2) riduzione del 70% degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria;
3) riduzione del 50% della monetizzazione dei parcheggi di uso pubblico;
4) riduzione del 70% di tutti i diritti di segreteria;
5) esonero dalla tassa su occupazione del suolo pubblico relativa alla realizzazione di ponteggi;
6) rimborso della tariffa sui rifiuti afferente l’immobile oggetto di recupero;
7) riduzione IMU: aliquota al 4‰ per 5 anni, a partire dalla data del certificato di agibilità.
Il Regolamento prevede inoltre l’impegno da parte del Comune a sottoscrivere una convenzione con un Istituto di Credito per la “concessione di finanziamenti a tasso agevolato per interventi di recupero del patrimonio edilizio del Centro Storico cittadino”. A tal fine il Comune potrebbe anche predisporre un fondo di garanzia, tramite l’Istituto bancario miglior offerente, che servirebbe alla concessione di contributi a tasso agevolato garantiti dallo stesso Ente.
Le agevolazioni contribuiranno inoltre a sostenere l’occupazione, le famiglie e le imprese in questo periodo di crisi, pur trattandosi, ovviamente, di misure che possono fornire una “boccata d’ossigeno” non risolutiva alla congiuntura economica in cui ci troviamo.
L’operazione comporterà una diminuzione delle entrate nelle casse comunali rispetto a quelle che sarebbero stati gli introiti in una situazione di normalità. Mancate entrate che però, a nostro giudizio, possono essere compensate da un lato dall’aumento degli interventi edilizi sul patrimonio esistente innescati dalle agevolazioni stesse, dall’altro dal pagamento pregresso dei tributi generali relativi agli immobili da recuperare.

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