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La morte di Giovanni Plano, “soccorsi tardivi” i commissari di Montelepre e di Giardinello scrivono all’Asp6



La sua morte gettò nello sconforto due comunità, quelle di Giardinello e di Montelepre, per giorni non si parlò d’altro, poi –come spesso accade- il silenzio e il vuoto incolmabile della famiglia Plano. A quasi due mesi dalla scomparsa di Giovanni, si ritorna a parlare di quel tragico 24 luglio, quando il diciassettenne si schiantò con la sua moto nel bosco di Santa Venera. Una zona impervia, tanto che l’elisoccorso non potè atterrare. La voce sui soccorsi tardivi circolò insistentemente ed oggi si concretizza in una lettera a firma dei commissari straordinari che guidano i comuni di Montelepre e di Giardinello. A scrivere al direttore generale dell’Asp 6, Antonino Candela, sono i prefetti Ignazio Portelli e Giuseppina Maria Patrizia Di Dio Datola, che giudicano il soccorso prestato a Giovanni Plano “al di fuori di ogni logica e con una una certa improvvisazione, che lascia intendere l’inesistenza di un piano organico di intervento ad iniziare dall’impegno di tante persone che si sono rese disponibili a dare un aiuto”. Ed in effetti, il giovane rimase a terra per un buon lasso di tempo. L’elisoccorso non riuscì ad atterrare, si fermò al campo sportivo di Montelepre, Giovanni fu trasportato in ambulanza all’ospedale civico di Partinico ma non c’era più nulla da fare. “Oltre a una certa impreparazione nei soccorsi –scrivono ancora i commissari- sembra che l’autoambulanza fosse priva di personale medico”. Tra l’incidente, la richiesta di soccorso e l’arrivo in ospedale –dove fu accertato il decesso- sarebbero trascorsi oltre 100 minuti. “L’esperienza maturata in questa grave e luttuosa vicenda –concludono i prefetti Portelli e Di Dio Datola- dovrebbe servire a intraprendere ogni utile iniziativa per evitare la replica. Di ciò si sarebbe molto grati se potessero pervenire fattive assicurazioni”.
fonte lettera commissari: Giornale di Sicilia



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