CRONACA

Partinico, il Comune rinnova alla distilleria Bertolino l’autorizzazione allo scarico



Il comune di Partinico ha rinnovato, alla distilleria Bertolino, l’autorizzazione allo scarico dei reflui. Gli uffici preposti hanno valutato tutti gli atti cartacei, propedeutici al rilascio del nulla osta, mettendo per iscritto di non avere riscontrato alcuna incongruenza per negare il consenso già concesso negli anni precedenti. I legali rappresentanti della distilleria Bertolino avevano avanzato formale richiesta per il rilascio dell’autorizzazione allo scarico, che va rinnovata ogni 4 anni, nell’agosto del 2013. Lo sportello unico delle attività produttive, nel frattempo, ha chiesto un allegato da integrare al carteggio pervenuto al Comune, e cioè la dichiarazione di conformità dell’impianto alle vigenti normative sullo scarico delle acque reflue. Atto che l’azienda ha regolarmente prodotto, essendo in regola con i dettami di legge, al fine di ottenere il consenso. Per quanto concerne le emissioni in atmosfera, invece, la distilleria Bertolino è ancora in attesa del parere definitivo da parte della Regione. Sull’autorizzazione integrata ambientale, infatti, interviene nuovamente il cartello ambientalista di Partinico rappresentato dall’Osservatorio per lo Sviluppo e la legalità Giuseppe La Franca, da Legambiente, dal Movimento 5 stelle, da Rifondazione Comunista e dai Gruppi consiliari Cambiamo Partinico e misto Servire non servirsi. “Stiamo aspettando – afferma Sebastiano Grimaudo . il parere definitivo della Regione, visto che la distilleria si è appellata alla procedura dell’Aia, ossia al primo parere favorevole già rilasciato dal servizio 1 dell’assessorato regionale al territorio ed ambiente. A breve, tecnici regionali, effettueranno un sopralluogo all’interno dello stabilimento per verificare la potenza degli impianti di cui è dotato. La titolare dell’opificio, Antonina Bertolino, da tempo sostiene che per il proprio insediamento produttivo non sia necessaria l’autorizzazione integrata ambientale, in quanto la propria centrale termica è sotto i 50 megawatt.

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