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Partinico, protesta dei diversamenti abili a Palermo



Protestano i diversamente abili della Provincia di Palermo, da questa mattina davanti la presidenza della Regione in Piazza Indipendenza,



Un migliaio di famiglie palermitane con figli disabili che, da qui a breve, potrebbero vedere negarsi il diritto allo studio. Soldi che non arrivano, tagli del governo Renzi ai trasferimenti ma soprattutto il rischio che servizi elementari vengano negati alle ragazze e ai ragazzi che ne avrebbero più bisogno. Ecco quanto sta succedendo, incredibilmente, a Palermo e provincia dove gli enti locali devono fare i conti con casse sempre più a secco e lungaggini, mentre a pagarne il prezzo sono i ragazzi con disabilità gravi e neurosensoriali ciechi e sordi.


A lanciare l’allarme in queste settimane sono stati i sindacati, che fra sit- in in Prefettura e incontri istituzionali chiedono a gran voce di trovare un rimedio al problema. Ma andiamo con ordine. La Provincia, per legge, deve erogare cinque importanti servizi per i ragazzi disabili (gravi, neurosensoriali, ciechi e sordi): assistenza alla comunicazione, assistenza igienica e personale, trasporto, semi-convitto ed extra-scolastico. Servizi che, in poche parole, consentono alle famiglie anche economicamente più in difficoltà di garantire ai figli disabili la scuola e attività pomeridiane, oltre alle terapie. La Provincia, in tutto, spende all’anno circa 7 milioni di euro ma il problema è che, quest’anno, di soldi non ce ne sono. Servirebbero almeno 2,5 milioni per arrivare a dicembre, ma i tagli (l’ultimo di 5 milioni) hanno prosciugato le casse di Palazzo Comitini che ha così dovuto allargare le braccia, mettendo a repentaglio anche 350 lavoratori circa.
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