CRONACA

Riscossione, in arrivo le cartelle



In tutta la Sicilia sono oltre 600 mila le lettere inviate ai contribuenti per chiedere il pagamento, con mora, di tributi arretrati.



Seicentomila intimazioni di pagamento, di cui oltre ventimila solo a Palermo, in arrivo a casa di circa 200mila siciliani e inviate da Riscossione Sicilia spa. Non è stato un buon inizio di autunno per i contribuenti dell’Isola che, nelle ultime tre settimane, si sono visti recapitare a casa una busta con una intimazione di pagamento. Si tratta, in poche parole, di chi negli anni non ha pagato un tributo che rischia di andare in prescrizione e così, per evitare di perdere il dovuto, la società ha cominciato a scrivere dando, come previsto per legge, cinque giorni di tempo per mettersi in regola pagando tutto o concordando la rateizzazione.

Il risultato è che in tanti, anzi in tantissimi, hanno preso d’assalto gli sportelli di quella che una volta era la Serit, come in via Albanese a Palermo. Decine le persone in coda in attesa di essere ricevute allo sportello: c’è chi legge un giornale, chi parla al telefono, chi agita una busta bianca chiedendo spiegazioni. Perché le intimazioni di pagamento riguardano veramente tutto: non solo la tassa sui rifiuti, ma anche il bollo dell’auto, l’Inps, l’Irap, l’Irpef, l’Inail, le ipoteche. Chi non paga entro 60 giorni va in mora, ma il rischio è la prescrizione: in alcuni casi è di 3 anni, in altri di 5 o addirittura di 10, a seconda di quello che si deve saldare. E per evitare di non poter incassare il dovuto, provocando un danno all’ente impositore e a se stessa, Riscossione Sicilia invia periodicamente delle note per interrompere la prescrizione visto che in alcuni casi si tratta di tributi che risalgono anche al 2002.

“L’intimazione serve come promemoria al contribuente, è un’occasione per regolarizzare la propria posizione ma anche un modo per interrompere i termini di prescrizione”, spiega a Livesicilia il direttore generale di Riscossione Sicilia Ermanno Sorce. Poi, dopo i cinque giorni (anche se il termine non è perentorio) scatta la procedura esecutiva che può arrivare, in alcuni casi, anche a pignoramenti o fermi amministrativi. Ma perché si è arrivati a cumulare 600mila intimazioni? “Siamo stati fermi fino a giugno per il condono sui ruoli – dice Sorce – a cui hanno aderito circa 22mila contribuenti. Certo, questo è un momento particolare dal punto di vista economico”.

A questo punto ai contribuenti non resta che rivolgersi agli sportelli, evitando la ressa dell’ultimo momento, oppure pagando in banca o in posta. “Mi chiedono di pagare una tassa sui rifiuti di alcuni anni fa, non trovo la ricevuta – si lamenta un’anziana in fila in via Albanese – dovrò andare al Comune per dimostrare di aver già pagato”.

da LiveSicilia

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