CURIOSITA'

Partinico, mancanza di soldi per lo scuolabus



MANCANZA DI SOLDI PER LO SCUOLABUS. E’ SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG. di Gino Chimenti



Il giorno in cui è stata nominata l’assessore Giusi Di Trapani le scrissi una lettera apeta in cui misi in evidenza i problemi che attanagliano la scuola partinicese e tutte le inadempienze poste in essere dal Comune.
Oggi abbiamo appreso la notizia dello scuolabus negato, per l’utilizzo del quale si è richiesto alla scuola il pagamento del carburante. Questo fatto, che comunque non è la prima volta che accade, è soltanto la punta dell’iceberg di un atteggiamento di disinteresse totale che l’amministrazione Lo Biundo ha sempre mostrato, tranne forse il primo periodo dell’assessorato Parrino, nei confronti della scuola.
I fondi per la piccola manutenzione e per l’acquisto dei materiale di facile consumo sempre più risibili, l’assistenza ai disabili sempre in ritardo, la mensa scolastica avviata ad anno scolastico abbondantemente iniziato, il mancato acquisto di suppellettili scolastiche, hanno sempre caratterizzato l’operato di questa amministrazione, a prescindere dall’assessore di turno.
Ciò accade perché, a mio avviso, non c’è proprio l’idea politica dell’importanza di un ambiente scolastico sano e pieno di stimoli per la crescita di un bambino.
Si sentono sempre le solite storie di bilanci asfittici, di casse vuote. Io credo, però, che se l’istruzione si considera importante, addirittura vitale per la crescita culturale di un paese, nel momento in cui si fanno le scelte economiche di un Comune, si debba fare di tutto per rimpinguare le voci di bilancio legate ad essa.
Comprendo benissimo che l’attenzione alla scuola, siccome è una cosa che interessa la collettività, non porta voti in un paese in cui ognuno cerca solo il proprio tornaconto personale, però, credo che sia arrivato il momento di invertire la rotta. Bisogna trovare tutti gli escamotage, come tagliarsi i gettoni di presenza, cercare sponsor, pagare meno avvocati esterni, per ridare dignità alle nostre scuole e, quindi, ai piccoli cittadini del nostro paese.
Un ragazzo che ha la possibilità di crescere in una scuola bella e centrata sui suoi bisogni acquisirà più fiducia nella società, diventerà più sicuro di se e svilupperà quell’amore per la nostra comunità che gli permetterà, da grande, di spendersi per questo paese e non di scappare il prima possibile.
CHI HA ORECCHIE PER INTENDERE INTENDA

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