CRONACA

Partinico, Gino sta andando via a 68 anni, le parole di Salvo Vitale



Ormai non ci sono più né speranze né illusioni Si trova in un coma irreversibile e le sue funzioni biologiche e cognitive sono perdute, senza possibilità di recupero. Sta andando via a 68 anni, tanti quanti quelli del mitico ’68 da lui vissuto, quando aveva ancora tanto da dare. Ha avuto la perdita di coscienza e probabilmente un ictus o un’ischemia che gli ha procurato un’emorragia cerebrale, a due passi dalla distilleria Bertolino, di cui era stato fiero oppositore, sino a portare, assieme ad altre forze ambientaliste, 10 mila persone in corteo per protestare contro l’inquinamento da questa causato.
Gino Scasso, forse l’ultimo dei veri ambientalisti, ultimati gli studi presso il Liceo Classico di Partinico era riuscito ad essere ammesso alla Cattolica di Milano, dove si era laureato in Lettere Moderne e dove aveva partecipato alle lotte studentesche assieme al leader di allora, Mario Capanna della cui amicizia andava orgoglioso. Il suo ritorno a Partinico aveva segnato la nascita di un’opposizione, a sinistra del PCI che, in un primo momento , si era coagulata nella locale sezione del PDUP, fondata dallo stesso Scasso e da altri compagni. Contemporaneamente aveva partecipato ad alcune battaglie di Danilo Dolci, diventando uno degli animatori di Radio Onda Libera, un’emittente partinicese nata dall’eredità della “Radio dei poveri Cristi” ovvero la prima radio libera in Italia, nata nel 1970, per trasmettere la voce dei terremotati del Belice.
Negli anni successivi era riuscito ad aggregare, attorno alle sue scelte, la parte più avanzata dei giovani di Partinico diventando consigliere comunale per tre legislature, poi, consigliere provinciale dei Verdi, per concludere il suo ruolo istituzionale con la carica di vice-sindaco e assessore all’urbanistica nella giunta di Gigia Cannizzo. Le ultime sue attenzioni politiche erano state rivolte verso il Partito della Rifondazione Comunista, al quale aveva cercato di assicurare una costante presenza presso il Consiglio Comunale e persino verso SEL e i 5 Stelle, sempre con l’obiettivo di creare consenso intorno a precisi obiettivi politici, utilizzare il dissenso, il disagio dei più deboli e degli emarginati, per rivendicare condizioni di vita migliori, nella prospettiva di un futuro senza diseguaglianze sociali. Un comunista d’altri tempi.
Significativo, nel 1977, l’incontro con i giovani di Lotta Continua di Cinisi e con Peppino Impastato, la collaborazione con Radio Aut e la sua costante presenza con i gruppi regionali e nazionali prima di Democrazia Proletaria, poi, dopo la scomparsa di questo partito, dei Verdi. Nel ’78 aveva creato, assieme a numerosi altri compagni il “Comitato di Lotta per la casa e l’occupazione”, al quale avevano partecipato un centinaio di disoccupati e di senza tetto: l’esperienza si era conclusa con l’occupazione delle case popolari di via Ungaretti, da anni costruite e mai assegnate, e con la riconferma di Scasso come consigliere comunale di Democrazia Proletaria. Negli ultimi anni l’attenzione per le tematiche ambientaliste lo aveva portato a fondare il circolo “Chico Mendez” di Lega Ambiente, di cui è stato da sempre il Presidente, ad aderire al Patto per la Salute e per l’Ambiente, fondato da Nino Amato e a intraprendere una dura battaglia contro la distilleria Bertolino, che si dice essere la più grande d’Europa. Lotta contro l’inquinamento dell’aria, delle falde acquifere, del locale torrente Puddastri e del mare, di cui era, secondo Scasso, responsabile la titolare della distilleria Antonina Bertolino, figlia di Giuseppe Bertolino, noto mafioso degli anni ‘60 e cognata di Angelo Siino, ovvero il “ministro dei lavori pubblici”, curatore degli interessi economici di Cosa Nostra, poi diventato collaboratore di giustizia, nel campo della distribuzione degli appalti. Bertolino aveva risposto con alcune denunce per diffamazione, da cui Scasso era stato assolto. Conclusa la sua esperienza di docente nel Liceo Classico in cui era stato studente, aveva continuato ad essere presente all’interno delle battaglie ambientaliste, dall’acqua alla situazione dei rifiuti, in tutto il Golfo di Castellammare, creando anche un sito di riferimento e di testimonianze e documentazione. Ieri notte Salvo Vitale è stato chiamato, intorno all’una da uno che aveva il cellulare di Gino e aveva letto in esso la sua ultima chiamata indirizzata a lui. Lo avevano ascoltato qualche ora prima a Cinisi, nel corso di un incontro per ricordare l’esperienza del Circolo Musica e Cultura, creato da Peppino Impastato nel 1976 a Cinisi. Gino, che era stato uno dei soci fondatori dell’Associazione Culturale Peppino Impastato, aveva detto che bisognava smettere di guardare al passato, di essere “reduci” d’un tempo che non si ripeterà, ma che bisognava tornare ad essere protagonisti, come lo era stato Peppino Impastato, delle lotte che potevano migliorare la nostra condizione di uomini e di siciliani. E’ stato il suo ultimo messaggio. Tornando, si è fermato all’entrata di Partinico, il suo cervello non ce l’ha fatta, non è stato più in grado di guidare ed è andato a urtare contro una macchina parcheggiata davanti a una pizzeria. Il resto, il ricovero presso l’ospedale di Partinico, il suo trasferimento presso l’Ospedale Ingrassia di Palermo, la diagnosi di un coma irreversibile, l’attesa della morte, il dolore da parte dei suoi amici e compagni, la condizione di solitudine nella sua vita privata, specialmente dopo la morte della madre, alcune gravi malattie che ne avevano debilitato l’organismo, appartengono alla cronaca. E’ stato un combattente, un uomo di grande cultura, qualche volta scontroso, ma capace di creare aggregazione e iniziative coraggiose. Partinico sta perdendo uno dei suoi uomini migliori, uno di coloro che hanno messo la propria vita a disposizione del cambiamento, nella lotta contro la mafia, contro la prepotenza, la violenza, il clientelismo, la devastazione dell’ambiente, l’incompetenza e l’incapacità di saper governare. Uomini così non nascono tutti i giorni.



(Salvo Vitale)
Nella foto Gino Scasso e Mario Capanna alla manifestazione del 9 maggio 2008 a Cinisi

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