CRONACA

Partinico, la storia di una donna derubata



Vi proponiamo la storia di una donna partinicese, Maria Antonietta Sansalone, derubata in periferia



Tanti sono gli anni durante i quali ho frequentato (e continuo a frequentare) questo paese e camminare di giorno o di sera non ha mai dato problemi. Ricordo quando ero assessore, 20 anni addietro, uscivo spesso dal comune verso mezzanotte, l’una o perfino le due, prendevo la macchina e tornavo a casa senza alcuna paura. Avevo sentito parlare e letto dell’aumento della delinquenza, ma fino a quando non si prova sulla propria pelle tutto sembra affare di altri, anche se dispiace dover sentire o leggere.
Ieri pomeriggio sono andata ad un convegno della FIDAPA tenutosi all’ITC Dalla Chiesa di Partinico. Ho posteggiato nella via di fronte, via Savarino, vicino a una scuola materna. Ho ascoltato con interesse i bravi relatori che trattavano il tema dei rischi domestici e piena di nuove informazioni, alle 19 circa mi sono avviata in via Savarino per riprendere la mia auto. Mi sono accorta che la via era soltanto rischiarata un po’ dalle lampade di un negozio e dalle luci di qualche auto che passava (il comune pensa ad altro), e ho continuato a camminare per arrivare all’auto posteggiata, percorrendo circa 50 metri. Mi sono soffermata a cercare le chiavi nella borsa, ho aperto la macchina e mi sono seduta, poggiando la borsa sul sedile accanto. Mentre inserivo le chiavi per partire sento aprirsi lo sportello di destra, il tempo di girare lo sguardo e un ragazzo forse ancora adolescente con un berretto di lana marrone in testa di colpo afferra la mia borsa, chiude lo sportello e scappa. Ho avuto solo il tempo di gridare, perché già si era perso nel buio.
Non mi ero portata il cellulare e quindi ho deciso di partire e rientrare a casa e farmi consolare da mio marito. Da lì ho parlato con i Carabinieri di Partinico, raccontando il fatto e poi ho bloccato la mia carta di credito.
Immaginate il trauma. Sono ancora scossa, ci vuole tempo per razionalizzare pochi secondi, un flash, che incidono fortemente sul tuo io.
Questa mattina denuncia ai carabinieri del furto della borsa, dei documenti, dei soldi (pochi) e di altri oggetti importanti che vi si trovavano.
Verso l’una telefona la Polizia e mi fa sapere che la borsa è stata ritrovata insieme ai documenti.
Pomeriggio mi reco a Partinico al Commissariato di Polizia e trovo la mia borsa con i documenti. Mancavano i soldi e un oggetto che fa parte del mio computer al quale tenevo tantissimo.
Ho chiesto dove fosse stata trovata e mi hanno detto che la borsa è stata gettata su un balcone di una casa, che si trovava dall’altra parte del paese e il proprietario della casa questa mattina l’ha trovata e l’ha consegnata alla Polizia.
Scusate per il lungo racconto, ne sentivo il bisogno.


Colgo l’occasione per ringraziare il gentile signore che mi ha permesso di riavere i documenti (vorrei farlo di persona), la Polizia e i Carabinieri. Spero ancora di trovare il resto.

A una settimana della brutta disavventura la donna oggi scrive:

Spero di aver potuto, attraverso il racconto della mia disavventura (furto) subita a Partinico da parte di un adolescente, in un contesto di vuoto e silenzioso rispetto ai bisogni dei cittadini e non solo, inaugurare una stagione di “grida provenienti dal basso”, da parte della gente che vuole vivere quello che le è dato nella tranquillità.
Il silenzio non basta più, bisogna raccontare ogni abuso diretto o indiretto, “grida provenienti dal basso” che possano squarciare le orecchie e i cuori di chi abusa, di chi fa solo per il proprio tornaconto. Tante “grida dal basso”, un coro di grida di una cittadinanza stanca. Una risposta fatta di tante voci abbatte i muri dell’ignominia, della viltà, dell’indecenza, della spudoratezza, dell’indegnità, della turpitudine. Si comincia dai territori vicini per salvare quelli più lontani.
Scriviamo, raccontiamo e leggiamo i racconti degli altri, condividiamoli. La penna o la tastiera sono armi per abbattere muri di fango e costruire una coscienza collettiva.

Chiediamo alle forze dell’ordine un maggiore impegno al controllo del territorio, in particolare le periferie isolate e al buio, si consiglia di segnalare alle forze dell’ordine tutti i casi di gente sospetta, state attenti a ragazzi che usano indossare felpe con cappuccio, scaldacollo, berretti e occhiali da sole, se potete tenere sempre con voi lo spray al peperoncino, metodo legale per la vostra difesa, evitate di portare il telefono cellulare dentro la borsa ma in tasca, se vi fermate in strade isolate nascondete oggetti di valore che portate addosso, in auto non mettete le borse bene in vista, da evitare sul sedile e cruscotto lato passeggero.

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