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GESSETTI COLORATI

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GESSETTI COLORATI

In una notte calda e afosa, di questo tempo così maldestro e poco deciso, il sindaco di Arrivatisani, Toty Lo Nigro, non dormiva ma stava seduto sul wc di casa sua a guardare un video su you tube, era il Presidente del consiglio, tale Teo Renzetti, che con gessetti colorati stava spiegando, con la sua arietta ebete, la fascistissima riforma della scuola ai professori, un numerino rosa qui, due paroline verdi la, tante chiacchiere per indorare quella che altri non era che una rispolverata di una vecchia legge fascista e un sorriso da coccodrillo per chiudere in bellezza la performance.
Quel video l’aveva ispirato, Toty aveva trovato la soluzione per applicare una bella riforma al problema rifiuti che era arrivato fino al quarto piano del suo ridente comune che, adesso, più che ridente era divenuto olezzante.
Da mesi si trascinava un braccio di forza con gli operatori ecologici, era riuscito a mantenere il segreto per troppo tempo, ma qualche falla cominciava ad aprirsi nelle maglie dei suoi fidatissimi, la verità poteva trapelare da un momento all’altro e allora sarebbe stata la rivoluzione!
Se gli arrivetisanesi avessero saputo che il diretto responsabile del servizio ecologico era il Sindaco in persona……non osava pensare a quello che sarebbe potuto succedere e allora, Renzetti era inconsapevolmente corso in suo aiuto, la prolissa epoca fascista aveva insegnato molte cose ai regimi dittatoriali, la prima era lo stato di terrore che poteva essere generato dalla legalizzazione di un comportamento non necessario.
Il ragionamento di Toty era il seguente: il cittadino produce l’immondizia, il Comune incassa un’imposta per smaltirla e deve fornire un servizio ma, se il servizio non c’è, allora obblighiamo il cittadino a pagare il servizio ma glielo facciamo svolgere al cittadino stesso…. Il cervello del sindaco Lo Nigro cominciava a fumare pericolosamente, le orecchie rosse scarlatte pulsavano e i capelli si cominciavano a rizzare sul capo per la fatica dei pensieri vertiginosi che si affollavano in un luogo troppo angusto per potere girare agilmente.
Si alzò dal wc, e così com’era, in mutande gialle a righe blu, uscì sul balcone per telefonare al fedele amico Gianni Rontaleo.
Gianni dormiva beato, sognando appalti e denaro a palate, il trillo del telefono lo strappò alla dolce illusione dei sogni, solo Toty poteva chiamarlo a quell’ora; afferrò il telefono e uscì sul balcone anche lui, ascoltò le parole confuse del suo amico e comprese che la soluzione al problema era vicina.
Il mattino successivo fu convocata TV Baffo, Pippo Buzzurro si lanciò all’assalto, giunto al comune, trovò una folla impressionante di pensionati che stavano commentando l’ultima trovata del sindaco.
Proprio nella piazzetta antistante il comune c’era il sindaco davanti ad una vecchia lavagna di scuola, le tasche piene di gessetti colorati, in attesa di essere ripreso, giunto il famoso Baffo, iniziò la ripresa.
Cari cittadini, volevo spiegare con serenità, come funziona la nuova legge comunale in merito ai rifiuti urbani.
Con il gessetto rosa tracciò un uno sulla lavagna, poi prese il gessetto verde e scrisse: chi produce l’immondizia è il cittadino, non il comune, quindi il cittadino paga per occupare il suolo pubblico.
Tracciò un due blu e poi, con gessetto giallo scrisse: il cittadino deve occupare il suolo pubblico solo nei giorni in cui ha avuto notizia che passerà il camion per la raccolta, altrimenti sarà multato seduta stante.
Prese il gessetto verde e scrisse il numero tre, poi con quello rosso tracciò le seguenti parole: Chi sporca paga, parola di sindaco e il comune incassa!
Pippo Buzzurro, non potendo contenere la gioia per la furbata del sindaco, lanciò in aria armi e bagagli e corse a complimentarsi con lui.
I pensionati si allontanarono trattenendo a stento le risate.
Il sindaco ha risolto il problema girandoci intorno disse uno, ma non superando i dieci chilometri all’ora, rispose un’altro!

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