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La bellezza per commemorare le vittime della “Strage di Capaci”



Qualcuno una volta disse “La bellezza salverà il mondo”. Questa la frase profetica pronunciata dal principe Miškin nel libro “L’Idiota” di Dostoevskij.
La bellezza, stando al libro, non è solamente una questione estetica o di gusto, ma è anche una dimensione morale, dalla quale l’uomo non può affatto prescindere.



Passiamo adesso ad un altra citazione, molto più vicina a noi, quella di Peppino Impastato che disse: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà».

Ricorre oggi il 25esimo anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Noi oggi scegliamo la “bellezza” per commemorare il sacrificio di questi uomini eroi, gladiatori della modernità scesi in campo, e spesso lasciati soli, per lottare contro la mafia e le ingiustizie della vita. A colpirci è stata questa immagine del Giornale di Isola.

Qui alcuni giovani musicisti nelle loro pose spontanee provano prima del concerto di Nicola Piovani che verrà trasmesso in diretta televisiva questa sera. I ragazzi dell’Orchestra Siciliana, nei loro abiti quotidiani e semplici, dall’alto di un piccolo promontorio dove sono state allestite le postazioni, guardano verso il basso in direzione di quella strada dove nel 1992 si consumò la strage.

Le note musicali contro il rumore. La bellezza, narrata per mezzo della la musica, contro le storture della vita.

*Foto tratta dal Giornale di Isola

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