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Muore dopo 4 ore in ospedale ad Alcamo nonostante il “codice rosso”: Procura apre inchiesta

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Aveva un’emorragia cerebrale in corso ma solo dopo all’incirca 4 ore è stata trasportata in un ospedale di Palermo. Troppo tardi e infatti nel tragitto è deceduta. La Procura di Trapani ha aperto un’indagine su un caso di presunta malasanità all’ospedale “San Vito e Santo Spirito” di Alcamo. Vittima una donna di 38 anni, alcamese, che pare abbia dovuto affrontare un vero e proprio calvario.

La tragedia si è consumata il 25 gennaio scorso quando la donna per l’appunto muore in circostanze ancora del tutto da chiarire, e proprio per questo la Procura ha deciso di aprire un’inchiesta in merito. La 38enne si reca al nosocomio accusando un fortissimo mal di testa. I medici che inizialmente esaminano il caso si convincono che possa essere un problema psichiatrico e indirizzano la donna al reparto.

Qui il medico di turno si rende subito conto, dopo avere fatto una visita approfondita, che la paziente non ha alcun problema di questo tipo: i suoi dolori alla testa in realtà sono fisici e non psicologici. Per questo la rispedisce indietro consigliando una tac. Da questo momento in poi il quadro di fa sempre più fosco. Alla donna viene fatta la Tac, le si riscontra la gravità della situazione evidenziando un’emorragia cerebrale ma inspiegabilmente rimane ferma al nosocomio per ben 4 ore.

Forse un difetto di comunicazione o, peggio ancora una dimenticanza: fatto sta che la 38enne e i familiari attendono per tutto questo tempo sino a che il quadro clinico si aggrava. Finalmente, dopo 4 o 5 ore di permanenza al nosocomio alcamese, si decide il trasferimento ma quando oramai era troppo tardi. Durante il trasporto in ambulanza la donna muore.

Che qualcosa non sia andato per il verso giusto lo intuiscono i familiari che presentano una denuncia al commissariato di polizia di Alcamo: vogliono capire cosa sia successo e di chi sono le presunte responsabilità per il tempo perso nel trasporto della donna in un ospedale più attrezzato a Palermo, dove sicuramente ci sono risorse e mezzi per potere intervenire.

La Procura ha aperto un’indagine sul caso per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica e, in caso di riscontri, individuare con esattezza chi tra il personale medico e paramedico avrebbe materialmente omesso di trasferire la paziente nonostante le fosse stato diagnosticato il “codice rosso”. Essendo l’indagine ancora in corso c’è il massimo riserbo sul caso in Procura: il capo d’accusa potrebbe essere quello di “colpa grave”.

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