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Strada di accesso al porto di Balestrate, querelle infinita: in tribunale contenzioso con l’impresa

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Finisce in un’aula del tribunale di Palermo il contenzioso “infinito” tra il Comune e il “Consorzio Ciro Menotti” per i contestati lavori della strada di accesso al porto. Un braccio di ferro che si trascina da anni e che era nato nel momento in cui la ditta, che aveva effettuato la realizzazione di buona parte dell’opera pubblica, abbandonò il cantiere in aperta polemica con l’amministrazione comunale.

Il governo cittadino guidato dal sindaco Totò Milazzo ha dato incarico all’avvocato Giovanni Immordino per rappresentare l’ente alla causa. Il Comune in questi anni ha avviato dapprima le procedure per recuperare 64 mila per maggiori somme corrisposte nell’esecuzione dei lavori, provvedimento che prende le mosse a seguito delle indicazioni date dalla Ragioneria della Regione Sicilia. Ma ci sono in ballo altri 165 mila euro già da tempo al centro di un contenzioso tra il Comune e la “Ciro Menotti”.

La causa ha, tra l’altro, ad oggetto la responsabilità per ritardi nell’esecuzione lavori. Tutto è nato da quando la ditta si è opposta alla decisione dell’ente municipale di risolvere il contratto e per questo ha intrapreso la strada giudiziaria. Non solo: sempre il Consorzio si è opposto di ratificare il verbale di verifica dello stato di consistenza delle opere realizzate per la strada di accesso prima dell’interruzione dei lavori. Un investimento globale da 3 milioni di euro finito in contenzioso e che solo ultimamente si è risolto con l’ultima tranche dei lavori data scorrendo la graduatoria dell’appalto assegnato a suo tempo.

La “Ciro Menotti” da tempo aveva comunque comunicato la sua intenzione di interrompere il rapporto. Esattamente dal 13 dicembre del 2012 quando inviò al Comune l’atto dichiaratorio con cui fu chiesto al tribunale di ritenere risolto il rapporto contrattuale. Un’opera pubblica tormentata non solo da questo braccio di ferro ma anche da un altro incredibile precedente. L’arteria si ferma a 400 metri dal porto e quindi di fatto è incompleta. Colpa di un vecchio errore progettuale a cui l’Unione Europea stava facendo rimedio con un ulteriore finanziamento da 1,3 milioni di euro.

Poi per cavilli e intoppi burocratici questi fondi saltarono anche perché il Comune tra il 2011 e il 2012 non presentò mai il progetto definitivo. Un’opera pubblica tormentata anche da altri problemi, alcuni anche apparentemente irrisori. Ad esempio un ritardo all’apertura dell’arteria, nonostante fosse già finita, si verificò persino perchè mancava la segnaletica: questo ha fatto sì che si prolungasse la chiusura per diversi altri mesi. C’è voluto un appalto, da qualche migliaio di euro, per poterne venire fuori.

Nel frattempo, dopo anni di contenziosi, è stato anche aperto il porto che dallo scorso anno ha aperto i battenti. Questo un altro capitolo fatto di ritardi addirittura lunghi oltre un decennio.

NELLA FOTO LA STRADA DI ACCESSO AL PORTO POCO PRIMA DELL’APERTURA

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