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Acqua color fogna, ennesimo scempio alla foce del Nocella di Trappeto: “Scarichi fognari”

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L’acqua arriva di colore nero, poi ad un certo punto ribolle al centro di una prima conca prima di sfociare in mare. Scene davvero da film horror ma che di finzione cinematografica non hanno nulla. Per il semplice motivo che questa è la scena a cui si assiste da un paio di giorni alla foce del fiume Nocella, corso d’acqua che scarica direttamente nella costa tra Trappeto e Terrasini, sul mare di San Cataldo.

Un tratto di costa che da tempo immemorabile è intrappolato nel suo più totale degrado e che ciclicamente è vittima di improvvisi quanto “misteriosi” sversamenti di varia natura, come accertato in passato dall’Arpa, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, che dalle analisi effettuate sui campioni di acqua prelevati ha constatato la presenza di scarichi provenienti da depuratori comunali e reflui di scarti di produzione olearia e vitivinicola.

L’ultimo si è verificato tra giovedì e venerdì scorso ed è stato filmato da alcuni ambientalisti e semplici cittadini che hanno poi deciso di postare le immagini raccapriccianti sui social network. Si vede una massa melmosa di acqua, di colore nero, che proveniente dal Nocella arriva sino al mare di San Cataldo e ad un certo punto addirittura produce delle enormi bolle. Poco distante è stata trovata morta a riva un’anguilla.

Un video virale che ha finito per essere visto dalla parlamentare alla Camera Claudia Mannino la quale ha deciso di effettuare un sopralluogo: “Quel che si sta verificando – afferma la parlamentare – è chiarissimo agli occhi. Ad essere sversati in mare i fanghi di depurazione di un depuratore”. Resta da capire il depuratore di quale Comune ha potuto causare queste sversamento e per quale motivo. La parlamentare ha contattato la Capitaneria di porto di Terrasini e i carabinieri del Noe (nucleo operativo ambientale) i quali hanno chiesto di avere una relazione dettagliata e la documentazione video.

Amareggiata la Mannino: “Da diversi anni si fanno queste segnalazioni – sottolinea – ma poi tutto finisce lì. Si era detto nel corso di un vertice con i Comuni del comprensorio due anni fa di effettuare controlli a tappeto con polizia municipale e tecnici, ma non è mai stato fatto concretamente nulla e di conseguenza non c’è stato nessun risultato”.

Riguardo alle bolle che sono state viste alla foce del fiume Nocella ci sarebbe anche spiegazione tecnica che comunque dovrà essere successivamente suffragata: “Si formerebbero sacche di metano che per reazione chimica scaricano questo gas sull’ambiente con tutte le conseguenze del caso” ha evidenziato ancora la deputata nazionale.

Fu abbozzato dai Comuni di Trappeto, Partinico, Terrasini, Montelepere e Giardinello un accordo che prevedesse la costituzione, da parte di ogni municipio, di una squadra composta da dipendenti dell’ufficio tecnico e vigili urbani che avrebbe dovuto avere il compito di monitorare i corsi d’acqua, le attività produttive e anche le abitazioni del territorio di competenza per la verifica di eventuali anomalie negli scarichi. Mai nulla di ufficiale però se da allora ci sono mai stati riscontri.

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