Home CRONACA Partinico, Telejato ancora sotto accusa: “Pino Maniaci si serviva della mafia”

Partinico, Telejato ancora sotto accusa: “Pino Maniaci si serviva della mafia”

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Per Rosy Bindi (nella foto a destra) Pino Maniaci (a sinistra) si sarebbe servito della mafia. Il presidente nazionale della commissione Antimafia ha bollato così il factotum di Telejato, l’emittente televisiva partinicese che si è sempre definita “antimafia”, finito lo scorso anno al centro di un’indagine con altri 9 presunti mafiosi di Borgetto e accusato di avere messo in atto delle estorsioni nei confronti di amministratori di Partinico e Borgetto.
Secondo l’accusa chiedeva favori per sè e l’amante in cambio di una linea soft nel telegiornale. Questa affermazione della Bindi è contenuta negli atti resi pubblici inerenti la seduta della commissione Antimafia nel corso della quale è stato analizzato lo scandalo delle misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Il nome di Maniaci è venuto fuori in quanto personaggio intercettato nell’ambito di questa inchiesta “con i soggetti più disparati”, ha riferito il sostituto procuratore Cristina Lucchini nel corso della sua audizione.
Pesantissima l’affermazione della presidente della commissione Antimafia che, proprio durante questa audizione, ad un certo punto sostiene, in riferimento a Maniaci: “Diciamo che si serviva della mafia….”. Parole dette probabilmente in riferimento proprio alle intercettazioni relative a Pino Maniaci che a quanto pare sarebbe stato sorpreso ad intrattenere interlocuzioni telefoniche con presunti noti esponenti di spicco di Cosa nostra divenuti oggetto di sequestri e confische da parte della misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

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Aspetto questo ammesso qualche tempo fa pubblicamente dallo stesso Maniaci il quale ha sempre sostenuto di avere portato avanti questo lavoro per “scoperchiare il verminaio del sistema delle misure di prevenzione del tribunale palermitano”. Nel corso dell’audizione la Lucchini ha ancora una volta smentito che Maniaci abbia avuto un ruolo, con le sue “inchieste giornalistiche” (come da sempre affermato dallo stesso titolare di Telejato, ndr), in questa indagine: “La figura di Giuseppe Maniaci – evidenzia il sostituto procuratore – emerge solo in quanto soggetto intercettato, quindi i suoi servizi non hanno avuto alcun peso e alcuna considerazione nell’indagine che abbiamo svolto”.
Nell’edizione del tg di ieri non si è fatta attendere la replica di Maniaci: “Si vuole negare il ruolo civile di denuncia di Telejato – ha evidenziato – perchè è riconosciuta anche agli atti che l’indagine sulle misure di prevenzione prende spunto proprio dalle denunce di Telejato”.
Pesante poi la replica rispetto alle dichiarazioni della Bindi sul fatto che Maniaci “si è servito della mafia”: “Chieda scusa e si dimetta – rilancia il factotum dell’emittente partinicese -. Cara signora Bindi, nel momento in cui lei dice una bufala di questo tipo, mi fa venire la tentazione di dire la stessa cosa di lei, che ‘si serve della mafia’; mi potrà dire che non è vero, ma la stessa cosa, cioè che non è assolutamente vero quello che lei vuole insinuare, e che quindi lei mente, mi sia permesso di dirlo, dato che dirigo questa emittente e ho tutto il diritto di ritenermi leso e di sostenere apertamente che lei spara minchiate”.
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