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“IN NEGATIVO” IL PRIMO SEMESTRE DEI GIOCHI. PER IL GOVERNO UN BUCO INSOSTENIBILE

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casino online guidaSenza ombra di dubbio, quando il Governo si è “attivato” per il riordino dei giochi, notizia riportata anche da una nota casino online guida, ed ha messo in campo la sua “diminuzione” sbandierandola anche come un “dovere” che lo Stato doveva assolvere, avrà tenuto conto del contraccolpo che tale ridimensionamento delle apparecchiature da intrattenimento avrebbe influito sul bilancio statale: ma, forse, non aveva valutato un “contraccolpo” così rilevante come quello che si è concretizzato alla chiusura del primo semestre del 2017. Un -1,1% sulle entrate dai giochi pubblici probabilmente non era stato certamente contemplato.

Quindi, il risultato della manovrina non solo ha attaccato i conti delle imprese che di gioco vivono, ma ha anche compromesso quelli dello Stato come lo stesso settore aveva peraltro preventivato e stimato. In realtà, la raccolta del gioco pubblico, e particolarmente quella degli apparecchi con vincita in danaro si sta contraendo, contrariamente a quanto stimato dall’Esecutivo nella stesura della manovra bis che prometteva nuove entrate dai giochi da attribuirsi alla nuova tassazione studiata e messa in campo appunto con la detta manovra.

Il fisco, ora, dimostra con dati ufficiali del primo semestre 2017, che vi è stata una diminuzione dell’1,1% delle entrate dal gioco un aspetto fatto risaltare anche dal Quotidiano Economico IlSole24Ore che, in questi giorni, ha approfondito questa tematica, rivelando contraddizioni palesi dell’azione governativa ed i rischi reali per la tenuta del sistema e dei conti pubblici.

Ovviamente non serve essere dei grandi “addetti all’economia” per rendersi conto che se il calo si era già palesato nei primi mesi dell’anno corrente, lo stesso calo avrebbe potuto proseguire nel secondo trimestre mettendo a rischio, ed in modo veramente serio, i dieci miliardi che il mercato dei giochi assicura ormai annualmente allo Stato. In pratica, non solo i proventi aggiuntivi che il Governo prometteva a Bruxelles con la “manovrina” giustificandoli con il rincaro congegnato sul Preu, ma neppure gli introiti normalmente destinati dal gioco alle casse dell’Erario erano aumentati od almeno costanti: si è verificato, come già detto, un calo dell’1,1% e questo per l’Esecutivo è alquanto grave.

E non bisogna poi dimenticare che esistono ancora altri tavoli tenuti aperti dall’Esecutivo sui giochi: quello della Conferenza Unificata per esempio, in virtù della quale è uscita la riduzione progressia delle apparecchiature da intrattenimento che toglierà dalla circolazione il 35% delle macchinette. Ma, in aggiunta, vi saranno pure le leggi regionali ed i regolamenti comunali che entreranno in vigore, rivoluzionando l’italico territorio del mercato dei giochi: il che comporterà pesantissime ripercussioni occupazionali nel comparto intero.

Nonostante il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta minimizzi su questi risultati, asserendo che sono da ritenersi “fisiologici”, si palesa una bella “gatta da pelare” questa per il Governo che dovrà tentare di risolverla: questo nuovo “buco” nei conti statali rappresenta indubbiamente un peso in vista poi dell’attesa riunione della Conferenza Unificata del 7 settembre prossimo, data annunciata come quella “definitiva e risolutiva” per i giochi.

Certamente Baretta avrà ragione e le oscillazioni delle entrate saranno pure fisiologiche, ma la storia del comparto del gioco insegna che in quattordici anni di vita non era mai accaduto qualcosa di simile, anzi: ed oltretutto non si può neppure negare che il prossimo “taglio” non influirà anch’esso sulla raccolta, visto che delle oltre 142mila macchinette da rottamare, circa 125mila saranno tolte da bar e tabacchi e 17mila dagli esercizi secondari!

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