CRONACA

Carini, sparò al nipote ma la famiglia non lo denuncia: cade l’accusa di lesioni colpose



La famiglia non lo denuncia e un carinese sventa l’accusa più grave nel probabile processo a suo carico, quella cioè di lesioni colpose. La storia è quella di Giacomo Romeo, 42 anni, che accidentalmente nel gennaio del 2016 colpì con un fucile da caccia il nipote di 4 anni e sua madre.



Il piccolino rischiò la vita e fu necessario un delicatissimo intervento chirurgico per ricostruirgli l’intestino, la mamma invece non fu mai in pericolo di vita ma comunque subì un intervento per la ricostruzione del bacino e di una gamba. A Romeo è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini, come riporta il Giornale di Sicilia, ma per lui resta solo l’imputazione di detenzione abusiva di arma.

L’accusa iniziale di lesioni gravi colpose è caduta perchè nei suoi confronti non è mai stata sposta denuncia. L’episodio di verificò in un appartamento di via Fiume Falco a Carini: il colpo sarebbe partito accidentalmente da un fucile che era allocato su una parete della casa. Secondo quanto sostengono i carabinieri il piccolo si trovava in quella casa con la madre che era andata a far visita ai propri parenti.

Pare che il bimbo abbia chiesto allo zio, per l’appunto Giacomo Romeo, di poter vedere quel fucile che tanto lo attirava. L’uomo avrebbe a quel punto impugnato l’arma e puntato per “gioco” l’arma sul bimbo, volendo simulare lo sparo. Ed invece il colpo è partito davvero, in quanto l’arma era carica. Romeo avrebbe detto che quel fucile apparteneva al padre, oramai defunto il quale a sua volta lo aveva trovato in aperta campagna e mai ne aveva denunciato il possesso.

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