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Partinico, stop a firma contratto esternalizzazione illuminazione pubblica

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Stop alla firma del contratto per l’esternalizzazione dell’appalto dell’illuminazione pubblica di Partinico. Il Comune prende ancora tempo mentre il consiglio comunale, convocato ieri sera in seduta straordinaria e aperta per dibattere proprio sull’avvio del servizio esterno, ha sollecitato il governo cittadino a intraprendere nel frattempo due strade. Una è quella di dare incarico ad un legale per un parere “pro veritate” e un’altra porta dritta al Collegio dei Revisori dei conti.

Il primo parere servirà a capire se ci sono vie d’uscita per fermare il contratto d’appalto per l’esternalizzazione della pubblica illuminazione, già assegnato per il prossimo ventennio alla “modica” cifra di circa 15 milioni di euro; il secondo parere invece servirà a verificare se sul piano dell’impatto economico il Comune di Partinico, recentemente dichiarato in dissesto, potrà essere in grado di onorare quella cifra e se è davvero conveniente per l’ente.

A queste conclusioni è arrivato il civico consesso con il governo cittadino a garantire il proprio appoggio rispetto alla voce maggioritaria dell’assemblea. Stiamo parlando di una scelta fatta dall’allora amministrazione comunale targata dal sindaco Salvo Lo Biundo e dalla sua maggioranza in consiglio, la cui gara si è poi concretizzata nel 2017 con la gestione commissariale che non ha potuto far altro che prendere atto della volontà politico-amministrativa. Scelta fatta quando ancora il Comune non era stato dichiarato nè in pre-dissesto nè tantomeno in dissesto, anche se già allora i conti erano più che tremebondi.

Su questo punto l’attuale maggioranza a sostegno del sindaco Maurizio De Luca non è compatta anche perchè è composta anche da esponenti politici che facevano parte all’epoca dell’allora coalizione Lo Biundo.

“Nei diversi interventi dei consiglieri comunali e dei cittadini – afferma il consigliere di maggioranza Toti Comito, tra i più agguerriti contro la privatizzazione – è stato evidenziato che questa esternalizzazione non porterà alcun risparmio per il Comune che anzi vedrà via via crescere il costo del servizio. Non si è riusciti a capire il criterio dell’individuazione del ‘costo storico’, fatta dagli uffici e non si riesce a capire se c’è la copertura finanziaria per la durata della convenzione così come già evidenziato dal collegio dei revisore all’atto dell’approvazione della delibera. Ad ogni modo si è riusciti a bloccare la firma del contratto in attesa dei relativi chiarimenti”.

Infatti sin dall’insediamento dell’amministrazione De Luca sono stati espressi molti dubbi su questa operazione: “Il parere pro veritate lo solleciterò al sindaco – ha evidenziato in consiglio l’assessore ai Lavori pubblici Patrizio Lodato -, perchè ci sono da capire aspetti tecnici, legali e normativi”. Il primo cittadino non ha nascosto in tal senso le sue perplessità e già nei giorni scorsi aveva annunciato che avrebbe cercato di capire la questione dai tecnici comunali:

“Di sicuro non farò mai nulla che potrebbe arrecare danno all’ente” ha evidenziato. Dalla maggioranza però si alza la voce critica del consigliere Giuseppe Barbici che aveva sostenuto l’esternalizzazione dell’appalto ai tempi di Lo Biundo: “Dobbiamo certamente fare i conti con le casse del Comune – ha precisato – che non ha un euro per l’ammodernamento della rete e quindi è impensabile che in house potrebbe rifare tutti gli impianti elettrici ed addirittura sostituire i corpi illuminanti da lampade a vapore di mercurio a led. Il risparmio certamente lo avremo rispetto a quanto paghiamo adesso visto che le cifre dicono che nel 2017 abbiamo pagato un milione circa di sola corrente elettrica non includendo le manutenzioni, mentre, la gara è stata aggiudicata per un importo annuo di 871 mila euro comprese le manutenzioni degli impianti”.

“In altri Comuni che hanno fatto la scelta di affidamenti similari, tramite project financing, – ha ascritto in una lettera il consigliere Emiliano Puleo, assente per motivi personali alla seduta – secondo il contratto stipulato con le ditte affidatarie quanto meno hanno risparmiato rispetto alle spese che fino a quel momento pagavano”.

“Prima di ogni decisione sull’eventuale revoca dell’intera procedura, – ha puntualizzato il consigliere Renzo Di Trapani – sarebbe opportuno, alla luce della dichiarazione di dissesto del Comune, acquisire un parere da parte dell’organo di revisione, del responsabile del settore economico finanziario e del segretario generale del comune, sulla capacità economica dell’ente di mantenere l’impegno per un periodo ventennale che deriverebbe dalla sottoscrizione del contratto di affidamento”.

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