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Alcamo, sgominata banda che era diventata il terrore di supermercati e centri commerciali

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Una banda composta da 8 rumeni e da un alcamese era diventata il terrore di centri commerciali e supermercati. Il suo quartier generale era Alcamo da dove si smistava tutta la merce rubata e si vendeva al mercato nero per incassare quindi i profitti. Il giro era diventato nel tempo enorme: le loro tracce sono state sicuramente trovate nei territorio di Trapani, Marsala, Ribera, Partinico, Borgetto, Carini, Castelvetrano, Campobello di Mazara e Mazara del Vallo nel periodo temporale compreso tra il novembre del 2012 ed il mese di marzo del 2013.

La loro ascesa criminale però si è fermata proprio ieri con l’operazione del commissariato di polizia di Alcamo che ha scoperto il giro criminale ed ha denunciato tutti e 9 i componenti della banda. I provvedimenti sono stati notificati dallo stesso commissariato alcamese su input della Procura della Repubblica di Trapani. Dei 9 destinatari tre rumeni risultano essere ancora oggi irrintracciabili.

L’unico alcamese invece potrebbe essere considerato un insospettabile dal momento che sino ad oggi ha avuto la fedina penali immacolata. Per loro l’accusa è di aver commesso una serie di furti che , una volta portati a termine, avevano Alcamo come punto di riferimento, luogo in cui i 9 risultano essere residenti. In pratica tutta la merce rubata veniva portata nel territorio e poi veniva smerciata.

Lavoro quest’ultimo che era esclusivamente di competenza dell’unico componente alcamese della banda il quale aveva proprio il compito di  curare la successiva ricettazione del bottino, quindi a chi rivendere e quali canali utilizzare. E’ stata lunga e difficile l’indagine degli agenti che ha preso avvio quando venne ritrovato ingente materiale di ricambi usati di auto in un edificio rurale nelle campagne di Alcamo.

I poliziotti si resero conto che probabilmente questo immobile era stato adibito a deposito per il riciclaggio di parti di autoveicoli. Non a caso, in quella circostanza, veniva trovata la carcassa di un autoveicolo che i successivi accertamenti confermavano essere oggetto di un precedente furto. Il corposo castello accusatorio è stato costruito grazie alle prove raccolte tramite intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché attraverso riscontri operati in occasione di alcuni furti.

Difatti i 9 indagati, dietro accordo con le forze di polizia territorialmente competenti, nel tempo sono stati fermati con in mano il bottino dei furti. Una volta chiuse le indagini con la denuncia a piede libero di tutti e 9 i soggetti componenti della banda, la Procura ha emesso i provvedimenti consentendo l’inizio del processo che vedrà alla sbarra la banda rumena al completo.

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