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Alcamo, estorsioni, intimidazioni e droga: regge l’accusa, pene per oltre 30 anni all’organizzazione



Regge l’impianto accusatorio in primo grado. Tutti condannati in abbreviato con pene pesanti gli 8 imputati per cui era stato disposto il giudizio immediato perchè destinatari di misure cautelari, arrestati nell’aprile scorso nell’ambito dell’operazione della polizia “Regina di cuori” che ha disvelato un’organizzazione criminale con base ad Alcamo e ramificazioni in buona parte della provincia trapanese dedita a droga, estorsioni e intimidazioni.



Ad essere stati inflitti complessivamente oltre 32 anni di carcere. La pena più alta per il capo dell’organizzazione, l’alcamese Salvatore Regina (nella foto in alto il terzo da sinistra), 58 anni, a cui sono stati inflitti 12 anni e 10 giorni di carcere; 4 anni e 10 mesi al figlio Gaetano (in basso il secondo da sinistra), 26 anni, l’unico che si è visto cadere un’accusa, quella di tentata estorsione, e per cui sono stati disposti i domiciliari; 2 anni e 10 mesi invece sono stati inflitti all’omonimo Salvatore Regina (in alto il più a destra), 39 anni, cugino del capo dell’organizzazione;

altri 4 anni e 2 mesi sono stati inflitti al cognato della mente della banda, Antonino Virgadamo (in alto a sinistra); per Salvatore Sclafani (in alto il secondo da sinistra), 26 anni di Castellammare del Golfo, invece pena a 2 anni; infine ai tre rumeni coinvolti, Flavius Gabriel Abuhnoaie (in basso più a destra) di 30 anni, Constantin Florin Dumitru (in basso il terzo da sinistra) di 34 anni e Daniel Vasile Suna (in basso più a sinistra) di 31, tutti residenti ad Alcamo, sono stati dati 2 anni e 2 mesi.

La polizia con questa operazione mise in luce una banda criminale che operava tra Alcamo, Castellammare del Golfo, Mazara del Vallo e Marsala nell’ambito dello spaccio della droga e che metteva a segno anche furti, danneggiamenti, intimidazioni ed estorsioni. Il dominus di questa operazione, secondo l’accusa, era per l’appunto Salvatore Regina classe ’60, accusato di avere allestito due grandi piantagioni di marijuana del valore sul mercato di circa 120 mila euro.

Affare che avrebbe realizzato con il pregiudicato italo americano, in odor di mafia, di Castellammare del Golfo Giuseppe Galatioto, 62 anni, soggetto conosciuto poiché già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza per mafia per aver favorito gli interessi del killer di Cosa nostra castellammarese Agostino Lentini, già arrestato l’estate scorsa. Tra i reati contestati a vario titolo la detenzione, il trasporto, le cessioni e la coltivazione di sostanze stupefacente, estorsione, ricettazione, tentato incendio, traffico di armi alterate e di fabbricazione straniera, tentato furto in abitazione, favoreggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

La banda si reggeva sulla produzione e spaccio di stupefacenti. Ad essere documentate anche estorsioni come quella ai danni di un pregiudicato castellammarese per costringerlo a pagare un debito contratto per degli acquisti di stupefacente. Vi è anche un tentato furto in abitazione a Marsala, la detenzione illecita di armi e munizionamento vario. “Valuteremo le motivazioni di questa sentenza considerando le pene alte inflitte e proporremmo appello” commenta l’avvocato Giuseppe Mannina che difende Regina classe ’60 e il figlio.

Nell’ambito di questa operazione sono finiti nella rete anche Rosa Casto, 58 anni, e Anna Maria Virgadamo, 54 anni, entrambe di Alcamo. Quest’ultima è moglie del Regina classe ’60 e da quanto emerso dalle intercettazioni sapeva degli affari del marito al punto che veniva interpellata e messa al corrente del tariffario che si imponeva per la vendita della marijuana.

A differenza degli altri 8 imputati, alle due donne fu dato inizialmente l’obbligo di dimora. Quale sarà la loro sorte si vedrà prossimamente. Infatti il gip non ha ancora fissato l’udienza per decidere sul loro eventuale rinvio a giudizio e su quello di altri 5 indagati che sono stati denunciati e quindi a piede libero: Andrea Cataldo di 50 anni, Giuseppe Coppola di 57, Mario Finocchio di 59, Daniela Giardina di 45 ed infine Emanuele Trupiano di 25 anni.

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