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Partinico, allarme povertà: una famiglia su 10 a rischio, intanto il Comune recupera fondi



Più di una famiglia su 10 a Partinico versa nella più totale povertà. Su un totale di quasi 12 mila nuclei familiari censiti nel 2017 dall’Istat, in ben 1.600 hanno fatto richiesta di accesso al Comune per rientrare nelle misure di contrasto alla povertà. Si tratta della cosiddetta assistenza attraverso il Sia, il sostegno per l’inclusione attiva che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizione di povertà nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.



Per rientrare nel beneficio il reddito non deve superare i 3 mila euro annui, e il fatto che a inoltrare istanza siano state ben 1.600 famiglie fa presumere che tutte rientrino in questi parametri da vera emergenza sociale. Oltretutto il Comune di Partinico stava anche rischiano di perdere i fondi dovuti dallo Stato per finanziare per l’appunto questa misura di contrasto alla povertà: già in estate il governo nazionale aveva richiesto indietro le somme perchè il municipio non le aveva utilizzate.

C’era stato un ultimatum all’appena insediata amministrazione comunale guidata dal sindaco Maurizio De Luca di rendicontare e cominciare ad utilizzare questi fondi: da allora gli uffici dei Servizi sociali sono stati impegnati in un tour de force e oggi raccolgono i frutti. Infatti è arrivata la conferma dello stanziamento delle somme, ben 800 mila euro, che sono state contestualmente liquidate nelle case del Comune partinicese:

“Abbiamo fatto con gli uffici un incredibile lavoro in questi mesi – afferma l’assessore ai Servizi sociali, Rosi Pennino – e adesso possiamo dire che c’è stata la giusta ricompensa. Dopo anni questo municipio e in particolare questo assessorato ai Servizi sociali ha smesso di essere un bancomat dove si arriva solo a prelevare”. Con questi fondi sono previste varie misure di sostegno che verranno quindi finanziate tutte nell’ottica di sostenere chi vive in povertà.

Anzitutto sono previste attività educativo-domiciliari e il recupero scolastico ma la misura più importante è quella relativa alla carta Rei, i soldi che lo Stato dà alle persone bisognose: “Con questa specifica misura – aggiunge la Pennino – è prevista per i beneficiari la loro formazione resa poi in termini di lavoro al Comune sotto forma di servizio civico. Il lavoro è dignità e ne siamo convinti, guardiamo con diffidenza altre misure assistenzialistiche come il reddito di cittadinanza. Le persone verranno formate per tornare ad avere un lavoro e nel contempo faranno lavori di pubblicità utilità per il Comune nell’ambito del servizio civico”.

Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente della Sia deve aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuato dai servizi sociali del municipio partinicese in questo caso, in rete con gli altri servizi del territorio come i centri per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità.

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