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Alcamo, Natale amaro per i cittadini: bollette salate dell’acqua sotto l’albero



Natale sotto le tasse per gli alcamesi. Arrivano le bollette dell’acqua con la novità , probabilmente poco gradita ai cittadini, rispetto agli altri anni: si paga il 2017 e i primi 8 mesi del 2018. Seppur senza alcun rincaro delle tariffe, per le famiglie tributo quasi raddoppiato.



Una stangata in realtà già prevista dal momento che era stato il consiglio comunale a deliberare la modifica del regolamento riguardante i tributi che contemplava per l’appunto di cambiare i termini di pagamento dell’obolo sull’acqua consumata: da corrispondere non più solo l’anno precedente ma anche gli altri 8 mesi dell’anno in corso. Un modo per agevolare l’amministrazione comunale ad avere più liquidità in cassa, garantita purtroppo però solo all’incirca dal 50 per cento dei contribuenti dal momento che gli incassi per questo tipo di tributo sono storicamente questi.

Ma è stato anche un modo per superare una delle diverse criticità che ha sempre contestato la Corte dei conti al municipio, quello cioè di non far pagare il tributo nell’anno in corso e di riscuotere invece a fine dell’anno successivo quello dell’anno prima. C’è poi anche una ragione normativa che negli anni si è inserita ed è legata a ragioni di bilancio.

Infatti non riscuotendo il canone idrico nell’anno in corso, così come qualsiasi altro tributo o tassa, la cifra ipoteticamente da incassare finiva all’interno del calderone dei crediti di dubbia esigibilità: “In buona sostanza – evidenzia il dirigente della Direzione 5 Entrate tributarie, Sebastiano Luppino – era come se il Comune quei soldi di fatto non li avesse a disposizione, venendo quindi meno la disponibilità finanziaria”.

Al di là di queste ragioni più o meno tecniche e di opportunità, sta di fatto che sotto l’albero gli alcamesi non hanno sicuramente trovato una gradita sorpresa. Mediamente una famiglia di 4 persone, che consuma attorno ai 200 metri cubi di acqua all’anno, si è trovata caricata nella bolletta che è in distribuzione in questi giorni qualcosa come altri 150 metri cubi. Di fatto, quindi, rispetto all’anno precedente si va a pagare qualcosa come il 70 per cento in più anche se parliamo di acqua concretamente consumata.

Per cui se l’anno prima si arrivava a pagare attorno ai 150 euro, l’anno seguente ci si ritrova sul groppone anche sino a 280 euro. Il canone dovrà essere pagato tutto in un’unica soluzione (non è prevista rateizzazione in questo caso specifico, ndc) con scadenza al prossimo 15 dicembre. Per qualsiasi chiarimento l’ufficio Tributi del Comune di piazza Escrivà riceve lunedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 13, e solo il lunedì anche dalle 16 alle 18.

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