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Alcamo, indagine sull’ex deputato Fratello: niente sequestro alle cooperative sociali



Niente sigilli per le cooperative sociali della provincia trapanese, la maggior parte delle quali concentrate su Alcamo, finite nel mirino della Procura nell’ambito dell’operazione “Brother” del luglio scorso. Indagine che aveva portato all’emissione di 4 ordinanze cautelari e tra i destinatari spiccava senza dubbio l’ex deputato regionale alcamese Norino Fratello, ritenuto il dominus di tutto il sistema delle cooperative sociali per la presunta gestione del business dei migranti e non solo.



La seconda sezione della Suprema Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura della Repubblica di Trapani che a sua volta aveva presentato ricorso all’ordinanza del tribunale del Riesame di Trapani. Ricorso fondato sul fatto che il Riesame aveva per l’appunto respinto la richiesta di sequestro conservativo di alcune società cooperative che secondo la Procura sarebbero state riconducibili all’ex parlamentare il quale piazzava propri prestanome ma di fatto gestite direttamente da lui. Non a caso una delle accuse a Norino Fratello, finito all’epoca agli arresti, era proprio quella di intestazione fittizia di beni.

Una lunga battaglia tra organi giudiziari tanto che in precedenza proprio il Gip in sede di emissione del provvedimento cautelare personale, poi annullato dal tribunale del riesame di Palermo, aveva respinto la richiesta del pubblico ministero di sequestro delle società impegnate in diversi servizi sociali, fra cui anche l’ospitalità degli immigrati.

“Non c’è alcun reato nel merito – afferma l’avvocato Baldassare Lauria che difende Norino Fratello e tutti i vari presidenti delle società cooperative indagati per questa presunta intestazione fittizia – perchè in realtà la legge non lo prevede così come configurato in questa indagine. Perchè l’intestazione fittizia si riferisce a beni che hanno un valore economico e non alla qualifica di una società. La nomina di un presidente non è intestazione fittizia”.

Quindi è arrivata la parola fine all’ipotesi di mettere i sigilli a queste cooperative Letizia Onlus, Dimensione Uomo 2000 e Benessere tutte di Alcamo, al Consorzio Servizi e solidarietà di Erice e alle società Wellnes sport center e Sport-E, anche queste ultime due di Alcamo. Nello sviluppo dell’inchiesta, secondo la procura, è emerso come Fratello gestisse direttamente, quale vero e proprio dominus, numerose cooperative sorte per prestare assistenza agli immigrati, intestate però a “prestanome” di sua fiducia con il chiaro intento di occultare la sua reale presenza per eludere il fisco.

Così sarebbero state intestate fittiziamente, secondo l’accusa, quote e cariche sociali con enormi guadagni. L’altro filone d’indagine ha riguardato  il famoso centro sportivo “Moving” realizzato con cospicui fondi pubblici e poi fallito.

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