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Partinico, estorsione a fratelli imprenditori: chiesti 14 anni di carcere all’aguzzino



Quattordici anni di carcere sono stati chiesti dall’accusa per Domenico Maniscalco alla sbarra per aver tentato un’estorsione nei confronti di un’impresa edile di Partinico. Tale richiesta è stata formulata ieri nel corso del processo  alle famiglie mafiose dell’agrigentino, da Raffadali a San Biagio Platani, da Chiusa Sclafani a Castronovo di Sicilia, in corso all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo.



Maniscalco fu arrestato proprio a seguito della denuncia dei fratelli Amato, Giovanni e Rosario, i quali ricevettero delle minacce al cantiere che avevano avviato nel territorio di Sciacca in seguito all’affidamento di una commessa pubblica.

Entrambi i fratelli sono stati ammessi parte civile al processo con il comitato Addio Pizzo. Loro, come altri imprenditori e commercianti, sono rimasti incastrati da un girone infernale di violenza, attentati ed estorsioni terminati con l’operazione di polizia denominata “Montagna”. Gli Amato furono tra le vittime del racket della mafia dell’agrigentino.

I due imprenditori si opposero anche alla famiglia mafiosa di Partinico, che qualche anno fa aveva tentato di imporre il pizzo su dei lavori di ristrutturazione edilizia sempre eseguiti dalle loro aziende.

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