CRONACAPRIMO PIANO

Alcamo, voto di scambio: condanne più lievi e assoluzioni per Papania e co.



Un anno all’ex senatore Nino Papania (nella foto a sinistra), 8 mesi ciascuno a quattro imputati, per altri tre invece è arrivata l’assoluzione tra cui al braccio destro dello stesso parlamentare, Massimiliano Ciccia (a destra). Così si è espresso il giudice del tribunale di Trapani Franco Messina che ha ridotto notevolmente le pene che erano state richieste dall’accusa.



Questo processo è sostanzialmente un secondo troncone della maxi inchiesta che ha riguardato il presunto voto di scambio collegato alle elezioni del 2012 ad Alcamo dove si affermò a sindaco Sebastiano Bonventre, all’epoca appoggiato da Papania e dal suo entourage, per soli 39 voti di scarto sull’antagonista di un movimento civico, Niclo Solina.

Secondo la ricostruzione della Procura di Trapani, che Papania e Ciccia avrebbero creato una sorta di rete di “connivenze” per la compravendita di voti attraverso la promessa di posti di lavoro e la consegna di derrate alimentari per il tramite di un’associazione Onlus. Solo marginalmente, a conclusione di questo processo di primo grado, le accuse hanno retto. Per Papania la pena più alta a un anno, condannato però solo per aver promesso posti di lavoro mentre non ha retto l’accusa relativa alla consegna di alimenti.

Il suo segretario, Massimiliano Ciccia, è stato invece assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, ed allo stesso modo anche Giuseppe Filippo Di Gaetano, difeso dall’avvocato Tiziana Pugliesi, e Davide Piccichè per cui già in fase dibattimentale il pm aveva chiesto l’assoluzione. Inflitti invece 8 mesi ciascuno a Leonardo e Giuseppe De Blasi, Giovanni Renda e Leonardo Vicari, tutti sostanzialmente accusati di voto di scambio: avrebbero in pratica procacciato voti per ottenere il promesso posto di lavoro.

Quello che viene fuori da questa sentenza è che in pratica è stata smontata la parte delle indagini relativa alla consegna di alimenti in cambio per l’appunto di voti. Oltre un’ottantina le parti civili che erano state ammesse al processo, tra semplici elettori, candidati allo scorse elezioni e anche il Comune. Come annunciato dallo stesso giudice sarà emanato un atto separato in cui ci si pronuncerà sulle richieste di risarcimento danni avanzate.

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