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Partinico, quattro beni confiscati ad associazioni: si realizzeranno scuola di musica, rifugio e cimitero per animali



Nelle terre strappate ai boss un rifugio e un cimitero per animali, progetti per la promozione dell’universo femminile e per la musica. Il Comune di Partinico assegna quattro immobili che furono di Cosa nostra per rilanciarli e farli diventare davvero il simbolo del riscatto della società civile sulla violenza della mafia. Con propria delibera la giunta guidata dal sindaco Maurizio De Luca ha assegnato un bene in contrada Piano del re all’associazione Oass Croce rossa giovannea dove verrà realizzato un rifugio per animali.



Si tratta di un terreno che è stato tolto in via definitiva ad Angelo Cangemi. Rimanendo in tema di tutela degli animali si è anche proceduto ad assegnare un altro bene per trasformarlo in cimitero degli animali: si trova in contrada Spatafora ed anche in questo caso l’aggiudicazione è andata all’Oass. Il bene appartenne al boss Maurizio Lo Jacono, ucciso nel 2005 nell’ambito di una faida mafiosa in città.

Tra le assegnazione figura anche la Fidapa, la federazione italiana donne, arti, professioni e affari particolarmente attiva in città: andrà a gestire l’immobile di via Pia, ampio 42 metri quadrati, che fu di Alessandro Brigati. Qui si realizzerà il progetto di “Promozione delle donne nei diversi ambiti, contestualizzando le azioni nel territorio”. Infine il piano terra della palazzina di via Fermi va all’associazione “Arturo Toscanini” che realizzerà un progetto con cui si insegneranno a suonare strumenti musicali.

L’immobile, che si estende su 210 metri quadrati, è stato strappato ad Antonino Bonura. Adesso i legali rappresentanti degli organismi a cui è stato affidato il bene firmeranno il contratto di comodato dove sono state calate le novità regolamentari elaborate dal segretario generale del Comune, Lucio Guarino, esperto nella materia di beni confiscati alla mafia, e approvate di recente dal consiglio comunale.

“In applicazione del nuovo regolamento – afferma il sindaco Maurizio De Luca – che prevede controlli più rigorosi per garantire la piena fruizione di questi beni, le associazioni che si sono aggiudicate le concessioni avranno sei mesi di tempo per attuare i progetti, diversamente si procederà alla revoca. Il segretario generale Lucio Guarino sta proseguendo nell’attività di riordino dell’intero settore, attraverso il monitoraggio sullo stato di tutti i beni confiscati nella disponibilità del comune, per verificare la presenza di convenzioni scadute, lo stato dei beni ed il loro effettivo utilizzo”.

Il primo cittadino torna poi sulle recenti polemiche innescate dall’Osservatorio per lo sviluppo e la legalità “Giuseppe La Franca” a cui è stato intimato di lasciare l’immobile di via Fermi dal momento che la convenzione con il Comune risulta scaduta dal 2015: “Ritengo che il miglior modo di onorare la memoria di Giuseppe La Franca e di tutte le vittime di mafia – aggiunge De Luca – sia quello di garantire rigore, trasparenza e il rispetto delle regole, soprattutto sulla gestione dei beni confiscati alla mafia”.

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