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Carini, niente varco pubblico sul mare di Marinalonga: ennesimo scontro condomini-Comune



“No” alla cessione delle aree di urbanizzazione necessarie per poter aprire un varco a Marinalonga. E’ andato a vuoto l’ennesimo tentativo del Comune di rendere accessibile a tutti questo angolo di mare.



L’amministrazione comunale questa volta aveva tentato di rispolverare una convenzione del 1968 con cui si sanciva che per la costruzione del residence di Marinalonga era prevista la cessione al municipio a titolo gratuito di strade, piazze e spazi pubblici. Il Comune non ha mai rivendicato questa opzione sino al mese scorso quando il sindaco Giovì Monteleone ha dato disposizione all’ufficio Fascia costiera di predisporre questa acquisizione gratuita delle aree di urbanizzazione del complesso residenziale:

“Uno dei condomini ci ha risposto – afferma il primo cittadino – sostenendo che non sarebbe avvenuta alcuna concessione perchè si trattava di un atto molto datato. Noi abbiamo già dato incarico al legale del Comune di verificare gli atti e di aprire un contenzioso”.

Un nuovo capitolo di una lunghissima saga su Marinalonga il cui mare è praticamente “blindato” da una serie di recinzioni. Il problema è che per rendere definitiva l’istituzione pubblica dei varchi al mare è necessaria l’attivazione delle procedure legali previste dalla legge per l’acquisizione al patrimonio  comunale  delle opere di urbanizzazione del  complesso residenziale Marinalonga.

Proprio per questo l’amministrazione ha tentato di far leva su questa convenzione vecchia oltre mezzo secolo sottoscritta dagli allora proprietari del lotto, Alfredo, Francesco e Carmelo Longo. Tra i più fervidi sostenitori della fruizione pubblica di questo tratto di costa il carinese Franco Marrone che in questi giorni ha inoltrato un esposto all’assessorato regionale Territorio e Ambiente, sostenendo che la documentazione prodotta dai condomini del residence non sarebbe rispondente al vero:

“Loro sostengono che strade e piazze sono di loro proprietà – sottolinea Marrone – ma l’atto d’obbligo del ’68 dice il contrario, la concessione demaniale deve essere revocata”.

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