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Castellammare del Golfo, ambulante con pesce a rischio investì comandante: pm chiede processo



Vendeva pesce di dubbia qualità e investì con il motorino il comandante dei vigili urbani per sfuggire ai controlli. Guai per un giovane ambulante di Castellammare del Golfo: il pubblico ministero Sara Morri ha chiesto il suo rinvio a giudizio.



L’udienza preliminare è stata fissata al 10 settembre prossimo e sarà il gup Emanuele Cersosimo a doversi pronunciare su un eventuale processo a carico dell’esercente su cui pesa anche l’aggravante di aver ferito un pubblico ufficiale.

L’episodio avvenne il 14 giugno del 2018 quando l’allora capo dei caschi bianchi, Castrense Ganci (nella foto), nel corso di alcuni controlli che svolgeva su strada anche personalmente si accorse di questo pescivendolo ambulante, tale Salvatore Munna, 27 anni, che si trovava a bordo strada nei pressi del mercato cittadino di frutta e verdura.

Il comandante si accorse subito, sulla base della sua esperienza, che il giovane non era dotato di attrezzatura idonea per vendere del pesce, intuendo così il rischio per i potenziali clienti. Ganci quindi si avvicinò e chiese i documenti, per tutta risposta il 27enne salì sul motorino e mise in moto.

Nonostante tutto il capo dei caschi bianchi lo afferrò ad un braccio nel tentativo di fermarlo ma Munna accelerò e investì Ganci tanto da procurargli delle lesioni che furono giudicate guaribili in 4 giorni. Ne scaturì da questo episodio un’indagine che oggi arriva al suo culmine con questa richiesta di rinvio a giudizio per il giovane ambulante.

Le accuse sono: “frode tossica” per la vendita di un chilo e mezzo di prodotti ittici in cattivo stato di conservazione, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e varie aggravanti tra cui la recidiva e l’aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale.

Castrense Ganci durante la sua permanenza a Castellammare si era contraddistinto per la sua operatività e per aver avviato una task force di controlli su vari fronti, sul piano non solo del contrasto all’abusivismo commerciale.

Un’attività che gli era stata riconosciuta al punto che in sua difesa, dopo l’episodio violento scaturito con l’ambulante, ci fu una vera e propria pioggia di solidarietà. In centinaia da tutta Italia sottoscrissero un documento sotto il vessillo de “Il Fuori Coro”, una compagine di ufficiali ed agenti della polizia locale appartenenti a vari Comuni d’Italia.

Una lettera indirizzata all’allora neosindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Rizzo, per chiedergli di non abbassare la guardia attorno al corpo e di tutelare gli appartenenti.

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