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Partinico, nessun furto al cimitero: chiuse indagini, ora l’impiegato è nei guai



Non c’è stato alcun furto al cimitero di Partinico. Non una sola cassetta di zinco è stata mai asportata dal camposanto. “E’ stata probabilmente una suggestione del dipendente comunale, ora farò segnalazione all’autorità giudiziaria” commenta amareggiato il commissario straordinario del Comune Rosario Arena. Ieri mattina i carabinieri agli uffici cimiteriali hanno sottoscritto il verbale in cui si accerta il fatto che non c’è stato alcun furto.



Ad arrivare a questa conclusione l’apposita commissione d’indagine che era stata costituita dal commissario in seguito all’episodio che aveva creato enorme scalpore e indignazione in città, tanto da spingere addirittura i parroci ad organizzare una “messa di riparazione” per lavare dall’infamia del grave peccato la comunità.

“Si sono concluse le verifiche – evidenzia Arena, che non nasconde il suo disappunto per questa avventata denuncia presentata ai carabinieri – ed è stato accertato che non manca nulla. Ora si sta valutando la posizione del custode del cimitero che ha lanciato l’allarme. E’ stato precipitoso, prima di qualsiasi cosa avrebbe dovuto accertarsi e non farsi prendere dalla suggestione. Abbiamo capito solo dopo che non era al corrente dei recenti trasferimenti di alcune cassette di zinco da un locale all’altro del cimitero ed ha creduto ad un furto, spingendo la responsabile di Settore a presentare denuncia”.

Ora l’impiegato corre il serio rischio di una denuncia per procurato allarme. Già 24 ore dopo il furto era emerso che qualcosa non quadrasse. Tanto che fu deciso di confrontarsi con lo storico dipendente del cimitero, andato recentemente in pensione, il quale dopo il sopralluogo fatto ha sostenuto che da quel locale non mancava alcuna cassetta. Pare che questo presunto ammanco di 50 unità in realtà sia stato un trasferimento avvenuto già in passato in altro locale all’interno del cimitero.

La conferma del furto-bufala è arrivata nel momento in cui gli uffici hanno effettuato una totale ricognizione delle cellette di zinco, contenenti i resti mortali di defunti tra il 1965 e il 1974. Confrontando questo elenco con il registro in possesso del Comune ci si è resi conto che non mancava una sola cassetta. Il custode aveva lanciato l’allarme nei giorni scorsi, rimanendo convinto che ci fosse un ammanco di una cinquantina di cassette dai locali dell’ex camera mortuaria.

Ha sostenuto di aver visto la porta della stanza spalancata e questo “vuoto” di cellette. Le indagini erano partite seguendo la pista di un furto con il probabile obiettivo di rivendere lo zinco al mercato nero. Dalla ricognizione fatta dentro questo locale vi sono custodite poco meno di 300, tutte numerate e con a fianco il nome del defunto a cui appartengono i resti.

Si è fatto un incrocio con l’elenco delle salme estumulate appartenenti allo stesso periodo tra il ’65 e il ’74 e che ha fatto venire alla luce una clamorosa verità. Al di là di quest’ultimo “abbaglio” c’è da dire che più volte in passato il cimitero era stato preso di mira con frequenti furti.

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