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Alcamo, precaria fa causa al Comune: tribunale nega risarcimento, sventato pericolo



Il Comune di Alcamo sventa la condanna per una causa intentata da una ex precaria, oggi stabilizzata, che chiedeva il risarcimento danni per non aver ottenuto negli anni passati il suo “posto fisso”. Il tribunale del lavoro dà ragione all’ente: la lavoratrice non ha prodotto alcuna prova di aver perso negli anni passati delle occasioni professionali. Si tira un sospiro di sollievo il palazzo di città perchè se il municipio fosse stato condannato avrebbe rischiato l’effetto domino di altre cause dei precari.



La donna, difesa dall’avvocato Antonino Colomba, nel suo ricorso al tribunale di Trapani aveva chiesto la corresponsione del “risarcimento dei danni derivanti dall’illegittima condotta datoriale”, vale a dire la mancata stabilizzazione dopo i tre anni di proroga dei contratti facendo leva su una direttiva Europea, il diritto al riconoscimento dell’anzianità maturata e le conseguenti differenze retributive.

Ha retto la linea difensiva del Comune, portata avanti dal segretario generale Vito Bonanno, le cui tesi sono state accolte in toto dal giudice del lavoro Dario Porrovecchio. In premessa il giudice ha infatti evidenziato che “l’intervenuta stabilizzazione determina di per sé la pacifica cessazione della materia del contendere sulla domanda di conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato”.

Entrando poi nello specifico, Porrovecchio ha evidenziato che l’ex precaria non ha provato, e prima ancora allegato, l’esistenza di danni ulteriori e diversi rispetto a quelli “risarciti” dalla immissione in ruolo: “D’altra parte, recentemente, scrive nella sentenza il giudice del lavoro – anche la Corte di Giustizia Europea ha precisato che l’accordo quadro non impone agli Stati membri di prevedere, in caso di ricorso abusivo a contratti di lavoro a tempo determinato, un diritto al risarcimento del danno che si aggiunga alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato”.

In considerazione di ciò è stata anche respinta la domanda di riconoscimento dell’anzianità maturata: per queste ragioni la domanda risarcitoria è stata respinta. ” Non commento oltre, – sottolinea il sindaco Domenico Surdi – ma va detto che abbiamo bloccato una serie di possibili azioni che avrebbero paradossalmente esposto il Comune a un ingente esborso di danaro. Oggi è facile per tutti fare gli opinionisti, soprattutto per chi soffre della sindrome della memoria corta. Avremo modo nei prossimi mesi di riavvolgere il nastro e confrontarci sulle cose che abbiamo risolto”.

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