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Alcamo, dopo il Coronavirus l’altro incubo di Dalila: “Il mio paese ha paura di me”

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Un calvario infinito quello di Dalila Adragna, la 25enne di Alcamo rimasta diversi giorni bloccata in Cina a causa dell’emergenza Coronavirus che ha spinto il governo italiano a bloccare i voli diretti. La giovane è riuscita dopo mille peripezie a fare ritorno nella sua Alcamo ma adesso deve lottare con la sua stessa città.

A susseguirsi sui social una serie di commenti al suo indirizzo in cui viene invitata ad andare via, a farsi fare dei controlli approfonditi. Addirittura c’è chi la rimprovera per aver fatto ritorno con il rischio di contagiare la sua famiglia, con cui adesso abita dopo essere ritornata dal paese orientale.

Per sfatare tutta questa serie di tabù, frutto probabilmente anche dell’ignoranza, Dalila ha persino postato sui social i referti dei medici dell’ospedale cinese in cui è stata per effettuare tutta una serie di controlli:

“Data la vostra preoccupazione sul fatto che nessuno mi ha fatto dei controlli, – scrive – volevo spiegare che, nonostante nessuno mi abbia imposto controlli, io i controlli li ho effettuati giorno 23 gennaio in un ospedale di Kunming e da allora sono stata chiusa in hotel”.

Ha pubblicato sul suo profilo facebook la fattura dell’ospedale in cui è stata ricoverata e la conversazione che la sua agenzia ha avuto con i medici dell’ospedale. La 25enne era in Cina per seguire un suo percorso formativo: vuol,e imparare in cinese e nel contempo insegna inglese.

“Se voi adesso sapete che Dalila Adragna è in Italia e ha passato tutto questo, non è perchè vuole contagiarvi, – scrive ancora in un post la giovane alcamese – ma perchè vuole che tutti siano consapevoli della falla del sistema, e zittire chi, non informato abbastanza, creda di essere tutelato solo perchè l’Italia ha chiuso i voli con la Cina. Manovra che, chiunque abbia un minimo di conoscenza economica, riconosce essere stupida e rischiosa, che può compromettere gli accordi bilaterali fra i nostri due paesi. E non sarà la Cina a soffrirne”.

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