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Partinico, la “palestra del doping” non in regola: multa e chiusura temporanea



Non finiscono i guai per Gaspare Aiello, 32 anni, finito agli arresti domiciliari lo scorso 12 febbraio nell’ambito dell’operazione sul doping nelle palestre della provincia palermitana. La palestra di cui è titolare, la Free Time di via Pitrè, è stata chiusa su disposizione del Comune per alcune violazioni nella sua gestione. L’avvio del procedimento in seguito proprio a questi guai giudiziari con la relazione trasmessa dai Nas di Palermo al Comune per gli adempimenti di propria competenza.



Secondo quanto accertato dal Nucleo Antisofisticazione, e confermato poi dai successivi controlli proprio degli uffici del Settore Sviluppo del territorio del Comune, ci sarebbero gravi violazioni nell’ambito della legge regionale del 2014 sulle “Norme in materia di promozione e tutela dell’attività fisico­ motoria e sportiva”. In primis è stato accertato che agli atti d’ufficio non risulta alcuna Scia, la segnalazione di inizio attività che è obbligatoria per poter aprire qualsiasi tipologia di locale pubblico.

Ma questo è solo l’inizio di una sfilza di carenze: l’attività della palestra risulta essere stata esercitata senza la figura di un medico specializzato in medicina dello sport o in cardiologia in qualità di responsabile sanitario della struttura, né tantomeno è stato esibito il previsto atto di convenzione.

Ad essere contestato poi il fatto che non risulta essere stato specificato chi fossero le figure professionali deputate al coordinamento delle attività svolte all’interno e se gli istruttori, o i soci dell’associazione sportiva, avessero mai  svolto alcun corso per il conseguimento dell’attestato di Blsd, il primo soccorso con l’impiego di defibrillatore semiautomatico, anche questo obbligatorio sulla base della norma regionale. Secondo quanto contestato dagli uffici comunali il presidente della palestra “non ha esibito alcuna documentazione afferente i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia edilizia, di igiene e di sicurezza pubblica”.

“Occorre procedere alla immediata sospensione dell’attività condotta – scrive nella sua relazione la responsabile del Settore, Anna Maria Rizzo – in difetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia a tutela della salute pubblica”. Oltre alla chiusura è stata anche elevata una sanzione amministrativa di 2 mila euro.

Adesso il titolare avrà 90 giorni di tempo per poter regolarizzare la sua posizione, in caso contrario la chiusura diventerò definitiva. Proprio questa palestra è finita al centro dell’inchiesta sul doping.

Secondo l’accusa dei Nas, il titolare con la collaborazione di altri indagati aveva avviato un’associazione dedita al commercio di sostanze anabolizzanti finalizzata ad alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Tra i farmaci e le sostanze maggiormente spacciati vi erano Winstrol, Proviron, Testovis, Sustanon, Gonasi e Monores, nonché trenbolone e nandrolone (quest’ultima sostanza, oltre che ad effetto dopante, è anche ad effetto stupefacente).

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