Home ENTI LOCALI Partinico, quegli scranni in consiglio comunale che scottano: nessuno li vuole?

Partinico, quegli scranni in consiglio comunale che scottano: nessuno li vuole?

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Resta sempre al palo il consiglio comunale di Partinico. Neanche due sedute consecutive tra ieri e l’altro ieri sono bastate per riuscire a effettuare le surroghe per due consiglieri comunali dimissionari. Dietro l’angolo c’è una scadenza importantissima, quella dell’approvazione del bilancio riequilibrato dopo l’ok incassato dal ministero dell’Interno. C’è tempo sino al 30 giugno, salvo ulteriori proroghe che potrebbero arrivare dalla Regione, per poter varare la manovra finanziaria e sarebbe un inizio di ritorno alla normalità dal momento che questo ente locale non riesce più a dotarsi di un bilancio dall’oramai lontano 2016.

Ora comincia una vera e propria corsa contro il tempo anche perchè sta diventando più complicato del previsto poter tornare ad avere l’organo al completo dopo le 5 dimissioni in blocco di alcuni consiglieri comunali. Per tre di questi dimissionari si è riusciti ad effettuare la surroga mentre ancora per gli altri due continuano a esserci rinunce su rinunce.

E così, dopo ben 4 sedute, ancora niente plenum. Restano ancora da occupare per l’esattezza i due scranni lasciati liberi da Emiliano Puleo della lista “Partinico città d’Europa-Cambiamo Partinico”, e  Renzo Di Trapani della civica “L’alternativa”: dopo le rinunce una prima volta di Valentina Speciale e Rosi Guida, la scena si è ripetuta continuando a scorrere la lista con Antonio Ferro e Vincenzo Rinaudo. Constatata l’assenza dei consiglieri subentranti, il consiglio comunale ha stabilito la convocazione delle prossime due sessioni, fissate al 23 e 29 giugno prossimi.

Ma basteranno per riuscire a trovare i sostituti dei dimissionari? Già queste sono le seconde rinunce consecutive, bisognerà quindi scalare sino ai terzi candidati non eletti nelle due liste. Sulla carta nella prossima seduta saranno quindi chiamati ad occupare le sedie lasciate vuote Mariella Provenzano per la lista “L’alternativa” e Armida Ricupati per “Partinico città d’Europa-Cambiamo Partinico”. Ma girano voci insistenti che entrambe potrebbero ulteriormente rinunciare e dunque davvero i tempi per ritrovare il plenum si fanno complicati.

Da considerare che il testo unico degli enti locali prevede che la surroga sia obbligatoria e deve aprire la seduta, motivo per cui deve avere la precedenza nella trattazione su tutti gli altri punti all’ordine del giorno. Sulla base di tale ragionamento appare fondato il fatto che senza il plenum, e quindi senza la surroga effettuata, non si possa andare avanti con i lavori e le eventuali deliberazioni potrebbero essere impugnate.

Questa catena di dimissioni e rinunce sono il frutto del clima molto teso, vissuto in particolar modo nella relazione con il commissario straordinario Rosario Arena, e forse anche “rassegnato” che si vive a Partinico dove la legislatura si dovrebbe chiudere naturalmente nel prossimo autunno, quindi fra appena 3 mesi, sempre che nel frattempo non arrivi il paventato scioglimento per infiltrazioni mafiose da parte del ministero dell’Interno.

Intanto continua ad attendere la manovra finanziaria che oramai è bella e impacchettata da un pezzo e che per essere attuata ha la necessità di essere esitata dall’assise dopo essere passata al vaglio del ministero dell’Interno. Tra i pochi interventi programmati per investimenti uno riguarda gli adeguamenti per rendere immediatamente fruibile l’unica ala non ancora vandalizzata dello storico Palazzo Ram e l’altro è l’utilizzo di 20 mila euro per ogni annualità del prossimo triennio da destinare ad investimenti sulla viabilità (segnaletica, piano urbano del traffico, etc…) dagli incassi relativi alle multe elevate dalla polizia municipale.

A margine dei lavori consiliari la presidente Silvana Italiano ha preannunciato che sono arrivati dalla Regione i fondi per i due cantieri lavoro e che l’ufficio sta predisponendo tutti gli atti per l’avvio degli interventi finanziati.

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