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Alcamo, c’era una volta l’impero grillino: in consiglio comunale volano gli stracci



Se non è una resa dei conti tutta interna poco ci manca. Ad Alcamo il Movimento 5 Stelle oramai è imploso è l’ennesima dimostrazione è arrivata nell’ultimo consiglio comunale dove sono stati davvero feroci le polemiche di un gruppo di esponenti pentastellati all’indirizzo dell’amministrazione comunale guidata da Domenico Surdi. Il tutto ha avuto come epilogo addirittura la mancata approvazione del tasso di copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.



Un atto propedeutico al bilancio che appariva una sostanziale formalità dal momento che ricalca lo stesso schema degli ultimi due anni, che è stato sempre approvato i modo compatto dalla stessa maggioranza. E’ stata una sorta di segnale da parte del gruppo dei cosiddetti “dissidenti”, che poi sono ben 9 e quindi la maggioranza del gruppo consiliare fatto in tutto da 14 esponenti.

In pratica le scintille sono sin da subito partite all’esame della prima interrogazione presentata proprio dai 9 consiglieri grillini in cui si chiedeva conto e ragione all’amministrazione per la modalità dei lavori portati avanti in questi mesi per la manutenzione e l’arredo di due delle strade principali della città, le vie Foscolo e Madonna del riposo. In 14 punti ad essere contestate le modalità degli interventi ed in particolare la scelta di rimuovere le basole in marmo della via Foscolo:

“Con il progetto di manutenzione di via Ugo Foscolo e via Maria Riposo – attacca il consigliere Nino Asta – si sono fatte scelte scellerate, togliendo basole in pietra per sostituirle con brutte soluzioni in cemento. Coi risparmi si sono comprati panchine e vasi da collocare nel corso VI Aprile solo perché questo fa immagine. Alle nostre 14 domande non è stata data risposta. Una scelta voluta da questa giunta, continua a proseguire sul solco di non ascoltare. Non si amministra in questa maniera”.

“L’amministrazione comunale – ha ribattuto il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Vittorio Ferro – non fa progetti, le soluzioni tecniche le sceglie l’ufficio. Penso che l’ufficio abbia seguito le linee tecniche tracciate nel Dup, il documento unico di programmazione. Gli arredi sono stati graditi da gran parte della popolazione, a me piacciono molto anche se ovviamente ognuno ha i suoi gusti”.

Discussione di fuoco a cui poi ha fatto seguito la proposta di delibera per la copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale. Si tratta di tutti quei costi, sottoposti a tariffazione, e che riguardano l’asilo nido, la refezione scolastica, gli impianti sportivi e la fruizione dei siti culturali. Costo annuale 1,8 milioni di euro con copertura media prevista al 38 per cento per incassi previsti per circa 700 mila euro.

Anche se, come evidenziato dall’economo comunale Gabriella Verme che ha relazionato in proposito, l’emergenza coronavirus con il lockdown produrrà come effetto un abbassamento inevitabile degli introiti previsti. Alla fine 8 gli astenuti, 3 i contrari e solo 6 i favorevoli, quindi delibera bocciata. Ora sarà necessario riportare l’atto prossimamente in consiglio, cosa che farà slittare inevitabilmente i tempi per l’approvazione del bilancio.

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