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Partinico, amministrative roventi: il fronte ampio del centrosinistra si squaglia



Il fronte ampio progettato dal centrosinistra si squaglia come neve al sole mentre sull’altra sponda il centrodestra rinsalda le fila. In vista delle amministrative del prossimo ottobre a Partinico le forze politiche stanno provando a chiudere la sintesi per arrivare all’accordo delle coalizioni. Ed arriva il primo colpo di scena: salta l’accordo tra il Pd, il Movimento 5 Stelle e le liste civiche vicine al centrosinistra.



Il motivo è legato alla presenza dell’Udc su cui sostanzialmente hanno posto tutti il veto: dai grillini ai movimenti di “Cambiamo Partinico” e “Città d’Europa”. “Avevamo pensato ad un fronte ampio che potesse guardare solo alle cose utili da fare per Partinico” si è giustificato Michele Chimenti, neopresidente dei Dem che si sono fatti promotori di questa coalizione allargata coinvolgendo anche lo scudocrociato. Sulla base di questi presupposti sostanzialmente è saltato qualsiasi tipo di accordo: “Eravamo stati coinvolti in questo progetto – ha evidenziato il segretario cittadino dell’Udc -. Era nostra intenzione andare oltre gli steccati politici e ideologici perchè siamo convinti che oggi Partinico ha bisogno di idee e progetti e non di divisioni. A questo punto togliamo il disturbo”.

In realtà qualche problemino conflittuale lo stanno vivendo al proprio interno sia il Movimento 5 Stelle che il Pd stesso. Alla riunione che ha suggellato al rottura si è presentata la consigliera comunale-portavoce Giusi Di Capo un pò a sorpresa, dal momento che non era stata invitata. Infatti il dialogo era stato intavolato con l’altra anima dei grillini, quella del meetup vicino al senatore Franco Mollame. “Ma a che titolo ci sono questi esponenti del Movimento 5 Stelle?” ha esordito la Di Capo.

Non stanno meglio i Dem al cui interno sono nati conflitti su chi invitare al tavolo delle trattative. All’ultimo incontro assenti  i movimenti federati che fanno capo agli ex assessori Maria Grazia Motisi e Filippo Aiello, e al consigliere comunale Gioacchino Albiolo. Sotto accusa il segretario Gaspare Anzelmo per non averli convocati. Se da queste parti rimbomba il frastuono delle polemiche, nell’area centrodestra al momento si serrano gli accordi.

Appare oramai certo che ad andare assieme sarà tutto il cartello ufficiale dei partiti: quindi Diventerà bellissima, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Idea Sicilia e Lega, e con loro anche le anime civiche “Rinascita partinicese” e “Partinico tricolore”. Resta però da superare il nodo della scelta del candidato sindaco: tre i nomi che circolano con insistenza, l’ex assessore Toti Longo, l’ex consigliere provinciale Vito Giovia e l’attuale consigliere in carica Toti Comito.

C’è poi un terzo polo che è rappresentato dalla già confermata ricandidatura a sindaco di Pietro Rao, attuale consigliere ed ex presidente del consiglio e deputato nazionale. Con lui niente simboli di partito ma solo realtà civiche che guardano come ideali al centrodestra, collocazione naturale di Rao. Ma addirittura questo terzo polo potrebbe anche fondersi a sua volta con lo schieramento di centrodestra. A lasciare intendere questa ipotesi è lo stesso Rao: “Ho incassato il gradimento di vari esponenti di centrodestra – rivela – ma ad oggi non ho mai dialogato con l’intera coalizione. Semmai lo riterranno utile, sarò pronto a confrontarmi con loro partendo tutti sullo stesso piano, senza fughe in avanti e senza prime donne”.

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