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Partinico, ritorna il sistema “acqua, zucchero e vino”: 5 denunciati, tra loro noti pregiudicati (VIDEO)

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Mosto e uva “allungati” con acqua e zucchero. Un sistema che permetteva giri d’affari da milioni di euro a fronte di materie prime di bassissimo costo e oltretutto non regolari che adulteravano il prodotto e la sua qualità. In pratica spacciato per vino e invece non lo era. A fare luce su questa truffa a Partinico la Procura di Palermo sulla base delle indagini portate avanti dalla compagnia della guardia di finanza di Partinico con la collaborazione del comando provinciale e dei funzionari dell’ispettorato repressione frodi (Icqrf) del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

In 5 sono stati denunciati e tra loro spiccano due nomi: quello di Ottavio Lo Cricchio, partinicese di 56 anni, con una sfilza di precedenti per reati  fiscali, con particolare riguardo all’emissione e all’utilizzo di false fatturazioni, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, associazione per delinquere anche di tipo mafioso, e violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale; e poi Giovanni Groppuso, 66 anni, anche lui partinicese con numerosi precedenti di polizia (per estorsione, truffa, violenza privata, reati contro l’economia, ricettazione, falso ed altro.

Il primo era la mente dell’intera operazione, il secondo invece gestiva il laboratorio clandestino dove avveniva materialmente questa trasformazione illegale del prodotto. Gli altri tre, due partinicesi di 40 e 52 anni, e un camporealese di 45 anni, tutti incensurati, avrebbero avuto il ruolo di prestanome. Ad essere stati sequestrasti un laboratorio clandestino e uno stabilimento enologico, entrambi con sede a Partinico: all’interno sono stati trovati 250 quintali di zucchero solido, 300 ettolitri di zucchero già disciolto in acqua e oltre 37 mila ettolitri di vini e mosti recanti indicazioni geografiche o denominazioni di origine contraffatti nonché sofisticati con zucchero e acqua.

Effettuate altre perquisizioni e sequestri su tutto il territorio nazionale, con la collaborazione dei reparti della guardia di finanza competenti per territorio e di funzionari dell’Icqrf, con l’obiettivo di bloccare le partite di prodotto contraffatto e adulterato distribuite dai 5 responsabili dell’attività illecita, che rispondono dei reati di contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, di frode nell’esercizio del commercio e vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.

In particolare, le investigazioni svolte dai finanzieri della compagnia di Partinico, scaturite da una segnalazione dell’Icqrf e da una conseguente attività di verifica fiscale, hanno permesso di accertare che alcune aziende con sede a Partinico (le imprese vinicole San Domenico vini srl, società cooperativa Cantina sociale terre del sud, Cantina primeluci srls e Lariana wine trading srl), riconducibili tutte a Lo Cricchio, hanno posto in essere complessi artifizi contabili grazie all’ausilio di altre società consorelle costituite ad hoc e di “cartiere”, annotando fittizie introduzioni di mosti, uve e vini, con il mero fine di creare un presupposto di apparente legalità ai prodotti vitivinicoli, commercializzati con false denominazioni di origine e indicazioni geografiche siciliane, ottenuti mediante l’utilizzo fraudolento di zucchero (miscelato con l’acqua).

Infatti, le partite di zucchero di barbabietola e zucchero di canna, acquistate in nero da aziende con sede in Campania, giungevano presso un vero e proprio laboratorio clandestino gestito da Groppuso dove veniva effettuata la miscelazione con acqua, ottenendo così un composto liquido strumentale alla preparazione di falsi vini e mosti. Dopo la miscelazione, il prodotto liquido ottenuto era destinato a uno stabilimento enologico di Partinico, dove hanno sede le imprese vinicole coinvolte nell’attività illecita, che poi vendeva i vini e mosti contraffatti e sofisticati ai vari clienti.

Grazie alle videoriprese presso il laboratorio clandestino effettuate dalle fiamme gialle di Partinico ed alla parallela attività di analisi documentale, svolta insieme ai funzionari dell’ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per gli aspetti di specifica competenza, è stato possibile accertare che, tra il 2018 e il 2020, sono stati venduti dalle 4 imprese vitivinicole coinvolte oltre 90 mila ettolitri di prodotto vinoso a cantine vitivinicole e acetifici dislocati su tutto il territorio nazionale, risultati estranei alla frode agro-alimentare.

 

 

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