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Partinico, scarichi ed emissioni della distilleria Bertolino: accesso agli atti al Comune

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Quali i valori degli scarichi e delle emissioni, è regolare lo stoccaggio delle vinacce nelle attuali modalità? Sono questi gli interrogativi sui quali ruota la richiesta di accesso agli atti presentata formalmente dal deputato alla Camera Antonio Lombardo riguardo all’eterna querelle sull’attività della distilleria Bertolino di Partinico. Richiesta depositata in questi giorni al Comune e indirizzata ai tre commissari straordinari con le funzioni di giunta e consiglio comunale.

Un gesto che arriva al culmine delle mancate risposte legate ad una petizione che nel settembre scorse sempre al Comune fu depositata su iniziativa dell’associazione ambientalista “San Cataldo Baia della legalità” e dell’ex candidato sindaco Gaetano Costanzo in cui si sollecitava l’ente locale ad effettuare stringenti controlli su scarichi ed emissioni dell’industria. “Non avendo fino ad oggi ricevuto nessun riscontro alle nostre richieste – afferma Costanzo – l’onorevole Lombardo ha presentato formale richiesta di accesso agli atti”.

Nell’istanza appena depositata si richiede di fornire documentazione attestante i valori degli scarichi e delle emissioni registrati dal Toc installato presso la distilleria Bertolino relativi negli ultimi 5 anni, un particolare macchinario che registra in continuo gli scarichi e che è collegato con i terminali del settore Ambiente del Comune. Inoltre si richiede di visionare l’attestazione della conformità dei dati rilevati ai parametri previsti dalla legge.

“Urge la necessità – sottolinea il deputato Lombardo – di verificare la corretta gestione ambientale dei grossi quantitativi di vinacce stoccati all’interno del piazzale dello stabilimento”.

Il parlamentare fa riferimento ad un parere rilasciato dall’Arpa Sicilia, l’agenzia regionale protezione ambiente, interpellata sulle attività della distilleria Bertolino in cui si evidenziava che gli acidi grassi a catena corta, caratterizzati da un’elevata volatilità, sarebbero presumibilmente responsabili del cattivo odore rilevato all’interno del centro abitato e della formazione di percolato che non può restare a lungo all’aria aperta ma va conservata in appositi container o su platee cementate, possibilmente coperte, con pozzetto di raccolta del liquido.

In occasione della petizione la titolare dell’industria insalubre di prima classe, Antonina Bertolino, aveva bollato l’iniziativa come “inutile” in quanto ha sottolineato che la sua attività è monitorata 24 ore su 24 dal Comune tramite per l’appunto il Toc.

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