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Alcamo, immobili abusivi: Comune mette in moto le ruspe per le prime demolizioni

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Ruspe in azione ad Alcamo per abbattere  alcuni immobili abusivi ritenuti non sanabili e già acquisiti al patrimonio del Comune, oltre che in aree con vincolo di inedificabilità. L’amministrazione comunale si mette in moto e gli uffici della Direzione, che hanno competenza in pianificazione urbanistica, 1 hanno quasi completato il lavoro che porterà ai primi 5 immobili da abbattere.

Si tratta di edifici per cui c’è già un iter giudiziario definito con sentenza passate in giudicato e che ha portato la Procura di Trapani ad emettere il provvedimento per la loro demolizione, con tanto di notifica al municipio. Proprio in questi giorni gli uffici hanno varato l’approvazione della “prima perizia applicativa”,  in pratica una sorta di progetto esecutivo, per far mettere in moto le ruspe.

“Ora stiamo ponendo in essere gli ultimi adempimenti – afferma la dirigente della Direzione 1, Dorotea Martino – che sono di carattere amministrativo e non solo. Con la ditta che effettuerà i lavori saranno effettuati dei sopralluoghi e si stabilirà anche un preciso cronoprogramma d’intervento per le demolizioni”.

Per questi primi interventi parliamo di un impegno di spesa di circa 180 mila euro, di cui la metà per i lavori veri e propri che dovrà effettuare la ditta per l’abbattimento degli immobili abusivi, l’altra metà invece come somme a disposizione del Comune tra cui rientrano le spese per il conferimento in discarica del materiale di risulta. Da considerare che c’è di tutto nell’infinito mondo del mattone selvaggio ad Alcamo dove ogni illecito, avvenuto dagli anni ’70 in poi, seppur sotto gli occhi di tutti, è rimasto nel cassetto.

Ora questo stato “dormiente” sembra essersi scosso dopo le pressioni degli ultimi anni arrivate anche dalla Procura al Comune di Alcamo. Dal 2018 per l’esattezza dal municipio alcamese sono partite le prime ordinanze di ingiunzione di demolizione, poi sono giunte anche quelle di inottemperanza, vale a dire di mancata demolizione, il che fa scattare l’immissione in possesso da parte del Comune dell’immobile abusivo, vale a dire dunque l’acquisizione.

Sino ad oggi una quarantina gli edifici individuati dagli uffici ma il conto è destinato ancora a salire. In mezzo c’è di tutto: dalla semplice casa da qualche decina di metri quadrati, per arrivare anche agli immobili super lussuosi con verande e piscine al seguito. L’eccessiva cementificazione specie ad Alcamo marina ha finito con il creare problema anche allo smaltimento delle acque reflue.

Basti pensare a quel che accadde dopo gli acquazzoni, come avvenne nell’agosto del 2019 quando i sottopassi di Alcamo marina furono letteralmente travolti da un’ondata di fanghiglia. Quest’iter comunque rientra nell’ambito di uno specifico lavoro avviato dagli uffici Tecnici del Comune che in buona sostanza si sta allineando anche con le direttive imposte dalla Procura di Trapani che a tutti e 24 i municipi della provincia ha sollecitato interventi incisivi in materia.

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