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Alcamo, scoperto caso di caporalato: tra gli sfruttati anche minorenni, un arresto e 11 indagati

2019
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Un imprenditore agricolo di Alcamo è finito ai domiciliari su disposizione del gip di Trapani, nell’ambito di un’indagine su alcuni episodi di ‘caporalato’ nel territorio trapanese. Si tratta, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Agi, di Nicolò Lo Ciacio, 33 anni, accusato di essere il promotore, costitutore ed organizzatore delle selezioni degli operai da impiegare sui campi, di un’associazione a delinquere che si occupava di «intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro».

Tra i lavoratori sottopagati ci sono anche una serie di minori stranieri, che si trovavano nelle strutture d’accoglienza del trapanese. L’indagine, nata dalla denuncia di uno dei gestori dei centri per migranti, è stata coordinata dalla Procura di Trapani (procuratore aggiunto Maurizio Agnello, sostituto procuratore Francesca Urbani) e riguarda 11 persone, tra cui cinque ‘intermediari’ e sei titolari di altrettante imprese agricole. Tra loro anche Salvatore Mercadante, arrestato in estate nel blitz antimafia ‘Cutrara’ e figlio dell’ex reggente di Castellammare del Golfo Michele Mercadante, anche lui detenuto.

«Ricordo che ho chiesto a lui se era possibile farmi un contratto di lavoro – raccontò alla polizia il minore di origini senegalesi – e lui in più di un occasione mi ha detto che lo avrebbe riferito al padrone, che a suo dire si trovava fuori paese, e mi avrebbe potuto dare una risposta, che però non ho mai ottenuto». Gli agenti della polizia hanno documentato paghe giornaliere del valore di 25 euro per sei ore di lavoro e 40 per nove, a fronte di una paga da 61,34 euro prevista dai contratti nazionali per un impiego di sei ore e mezza.

Nel corso dell’indagine gli investigatori hanno identificato una decina di lavoratori di nazionalità italiana e straniera vittime dei metodi adottati dai caporali. Il giudice Samuele Corso ha rigettato la richiesta di sequestro presentata per le sei ditte individuali e di quattro autovetture utilizzate dagli altri indagati, su cui la Procura ha presentato ricorso ai giudici del Riesame.

L’elenco completo degli indagati è composto da Giuseppe Calia, Vincenzo Coppola, Salvatore Gucciardo, Francesco e Nicolò Lo Ciacio, padre e figlio, Giuseppe Mistretta, Francesco Pirrone, Girolamo Romeo, Salvatore Mercadante, Salvatore Cristina e Vincenzo Fundarò.

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