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Partinico, sotto processo per un furto mai fatto: in due assolti per uno scherzo del destino



Vittime di uno scambio di persona e costretti ad un incubo durato quattro anni. E’ quello che è accaduto ai partinicesi Giuseppe La Corte e Giuseppe Cucciarrè, finiti sotto processo per un furto che in realtà non avevano mai commesso. Incastrati dalle telecamere di videosorveglianza che però riportavano qualche secondo di ritardo nel loro timer rispetto a quello dello sportello bancario.



Ed è stata proprio questa discrasia di orari, seppur minima, a farli finire sotto processo. Fortunatamente, però, sono riusciti a dimostrare la loro innocenza, con tanto di prova tecnica, e alla fine sono stati assolti. La sentenza è stata emessa dalla quarta sezione penale del tribunale di Palermo che ha assolto i due con formula piena.

Il loro calvario ebbe inizio l’1 marzo del 2017. Qualcuno allo sportello della banca Unicredit di Largo Modica effettua dei prelievi da una carta di credito che però risulta essere rubata. Tre prelievi in tutto, i primi due da 250 euro ciascuno andati a buon fine, ed un terzo da mille euro che invece è stato negato.

Destino volle che quella mattina, qualche manciata di secondi prima di questo prelievo, a quello stesso sportello si fosse recato proprio Giuseppe La Corte, 62 anni, in compagnia di un’altra persona. Inizia l’indagine dei carabinieri che chiedono all’istituto di credito di visionare le immagini di videosorveglianza della banca e nell’orario del prelievo incriminato risulta essere immortalato proprio La Corte; in sua compagnia si identifica Giuseppe Cucciarrè, 68 anni.

In realtà però si è verificato un doppio errore: anzitutto Cucciarrè non era mai stato quella mattina con La Corte; e in secondo luogo il prelievo dalla carta di credito rubata era stato fatto all’incirca un minuto dopo. Il problema era che l’orario memorizzato nella telecamera non era sincronizzato con quello dello sportello e questo ha portato all’incredibile equivoco.

I legali dei due imputati, Fabio Bosco per conto di La Corte e Massimiliano Russo in rappresentanza di Cucciarrè, hanno lavorato proprio su questo indizio andando a verificare che esisteva tale discrasia di orari; ed oltretutto, sulla base di quanto accaduto qualche decina di secondi dopo, hanno notato effettivamente che a quello sportello c’era stata un’altra persona coperta al viso da un cappello, probabilmente indossato proprio per non farsi identificare, autore del reato.

Al processo è stato chiamato a testimoniare il direttore della banca, che all’epoca era in carica, il quale ha confermato che i due sistemi fossero indipendenti e che, trattandosi di impianti di sicurezza obsoleti, successivamente vennero per giunta sostituiti. Ecco perchè il giudice Sergio Ziino ha assolto i due imputati dalle accuse di furto aggravato e utilizzo carte di credito rubate con formula piena.

Le motivazioni saranno depositate entro i prossimi 90 giorni. “Sono soddisfatto – afferma l’avvocato Bosco – perché è stata fatta luce su un’incredibile vicenda che ha visto, loro malgrado, i miei assistiti vittima di un errore tecnico dei due timer non sincronizzati. Bisogna dire che purtroppo si sono trovati al posto sbagliato nel momento sbagliato”.

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