Home CRONACA Partinico, sequestro di bovini con tubercolosi in un allevamento di periferia

Partinico, sequestro di bovini con tubercolosi in un allevamento di periferia

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Scatta alla periferia di Partinico il sequestro di alcuni bovini all’interno di un allevamento perché trovati infetti dalla tubercolosi. L’operazione è stata portata avanti dall’ufficio veterinaria locale dell’Asp 6 di Palermo che ha scoperto l’infezione in un’azienda che opera in contrada Bosco Cannizzaro. Immediatamente sono scattate le contromisure con l’isolamento dei capi trovati infetti: tre su un totale di 29.

I commissari straordinari prefettizi del Comune hanno emesso un’ordinanza che prevede una serie di precauzioni che devono essere adottate dal titolare dell’allevamento. Nello specifico si dispone che vengano isolati i bovini nei quali la tubercolosi è stata ufficialmente accertata dal resto degli animali, adottando ogni precauzione utile per evitare la trasmissione del contagio al personale addetto che accudisce la mandria, nonché la propagazione dell’infezione tra gli animali dell’allevamento.

Inoltre è stata disposta la macellazione dei bovini infetti presso impianti di macellazione preferibilmente della provincia oppure, per dimostrata impossibilità, della regione Sicilia al più presto e comunque entro i termini fissati dal Servizio Veterinario. Negli anni scorsi erano stati accertati altri focolai in allevamenti alla periferia sempre di Partinico: nelle contrade Cannizzaro, Albachiara e Bosco Falconeria. La tubercolosi è trasmissibile all’uomo e può anche avere effetti mortali: proprio per questo vengono adottate precauzioni molto ferree.

La tubercolosi nei bovini infetti colpisce l’uomo e gli animali e si presenta con decorso per lo più cronico e depauperante. Le conseguenze del contagio possono essere anche gravi in quanto questa malattia può causare lesioni anche mortali colpendo tutti gli organi e i tessuti, ed in particolare i più soggetti sono i linfonodi, i polmoni, l’intestino, il fegato, la milza, e le sierose pleurica e peritoneale.

Con l’ordinanza scattano poi tutta una serie di divieti che dovranno essere seguiti a scopo precauzionale. Anzitutto l’allevatore dovrà garantire la ripetuta pulizia e la disinfezione dei box dove sono alloggiati gli animali e di tutte le attrezzature utilizzate; scatta anche il divieto di reimpiego dei pascoli, dei quali hanno precedentemente usufruito questi animali, prima di sessanta giorni dal loro allontanamento; c’è poi il divieto di monta per gli animali infetti e soprattutto di qualsiasi movimento da e per l’allevamento infetto, salvo autorizzazione per l’uscita di bovini destinati all’immediata macellazione.

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