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Partinico, emergenza loculi al cimitero: scattano le prime 20 estumulazioni per fare spazio

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Scatta il procedimento delle estumulazioni al cimitero comunale di Partinico per far fronte alla carenza di loculi. In seguito all’ordinanza emessa dai commissari straordinari prefettizi del Comune nel gennaio scorso, è stato stabilito quali salme dovranno essere prelevate per essere trasferite nell’ossario. Il criterio è quello dell’ordine cronologico e in questa prima tranche saranno estumulate 20 salme, con decesso registrato tra gennaio e febbraio del 1983.

Un’operazione che si è resa necessaria in seguito ad una carenza di spazi che si registrò alla fine dello scorso anno, quando addirittura qualche defunto finì “a deposito” nell’ex chiesetta da tempo inagibile. Spazi che poi sono stati trovati ma comunque rimane l’emergenza che è connessa ad una materiale mancanza di nuovi loculi.

Intanto questa prima tranche di estumulazioni permetterà di garantire qualche decina di giorni di autonomia, e si procederà di volta in volta con ordinanze di questo tipo sino a che non si riuscirà a risolvere in via definitiva il problema. L’estumulazione rimane infatti un provvedimento tampone in attesa di realizzare i loculi in prefabbricato, il cui iter progettuale è già cominciato nei giorni scorsi.

I parenti delle salme saranno contattati per essere avvisati di questo prelevamento dal loculo per stabilire dove spostare i resti mortali del congiunto, se quindi nell’ossario comune o magari all’interno di qualche cappella di famiglia.

“Per qualsiasi informazione nel merito – precisano il responsabile dell’ufficio Antonio Geraci e il capo settore Armando Piscitello – ci si potrà rivolgere al custode del cimitero o presso l’ufficio dei servizi cimiteriali di viale Regione”. Già alla fine dello scorso anno il Comune andò a raschiare il fondo del barile e qualche nuovo spazio lo si riuscì ad ottenere con le estumulazioni effettuate per i defunti risalenti agli anni 1981 e 1982 i cui posti non sono stati “riscattati” dai congiunti, e quindi così come da regolamento di polizia mortuaria i resti vennero trasferiti nelle cellette dell’ossario comunale.

La situazione è davvero oramai al limite dell’effettiva emergenza e le disponibilità finanziarie del Comune non sono sicuramente floride. Parliamo infatti di un ente locale dichiarato dall’ottobre del 2018 in dissesto finanziario e che solo alla fine del 2019 è riuscito, dopo ben 4 anni, a varare un nuovo bilancio i cui conti erano in rosso oramai dal 2017. A questo si aggiunge sicuramente la miopia delle classi politiche che si sono avvicendate dal 2011 in poi al Comune: infatti l’ultimo anno in cui è stato fatto un corposo investimento per il camposanto fu nel 2010, quando vennero realizzati in blocco 4 mila loculi.

Da allora in poi più nulla nonostante gli incassi medi ogni anno che si aggiravano oltre mezzo milione di euro per i soli servizi cimiteriali. Ad accelerare poi l’emergenza anche l’elevato numero di decessi dell’ultimo anno a Partinico, effetto verosimilmente del coronavirus: mentre il 2019 si chiuse con 362 tumulazioni, numero nella media rispetto agli anni precedenti, nel 2020 invece se ne sono effettuate ben 424, dunque quasi il 20 per cento in più.

Gli uffici si misero al lavoro appena insediata la commissaria prefettizia Concetta Caruso e con gli altri due commissari Isabella Giusto e Maria Baratta, per provare a risolvere il problema. Come soluzione si è pensato proprio ad un prefabbricato con un centinaio di loculi, che permette di superare una serie di lungaggini burocratiche rispetto alla realizzazione di una struttura in cemento.

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