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Strage Alcamo marina, riesumato il corpo del suicida in carcere Giuseppe Vesco



E’ stato riesumato dal cimitero di Alcamo il corpo di Giuseppe Vesco, il giovane arrestato nell’ambito dell’indagine sulla strage della casermetta dei carabinieri di Alcamo marina avvenuta nel 1976. A darne notizia oggi il Giornale di Sicilia. Ufficialmente morì suicida in carcere, ma questa ricostruzione non ha mai convinto pienamente i familiari. Infatti sarebbe morto impiccato dentro la sua cella, ma tutti si sono sempre chiesti come abbia potuto realizzare il nodo scorsoio essendo privo della mano sinistra.



Dopo una lunga battaglia in questi giorni la sorella di Vesco, Maria Amelia, ha ottenuto dalla Procura l’autorizzazione all’esumazione del corpo sempre secondo quanto scritto dal Giornale di Sicilia. Un decesso che è stato sempre avvolto da un giallo: Giuseppe Vesco era stato accusato inizialmente di aver ucciso i due carabinieri della casermetta, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta. Il legale della famiglia Vesco, Santino Butera, ha preannunciato che verrà chiesto l’esame del dna sui resti del corpo appena riesumato.


Giuseppe Vesco confessò di essere stato l’autore della strage e accusò anche altri quattro coetanei alcamesi, Giuseppe Gulotta e Giovanni Mandalà che inizialmente furono condannati all’ergastolo, Gaetano Santangelo e Vincenzo Ferrantelli che invece ebbero 20 anni. Subito dopo ritrattò ma non si ebbe il tempo di approfondire, proprio perché morì in carcere.

Tutti però sono stati recentemente assolti, dopo oltre un ventennio di carcere o di latitanza, grazie alla revisione del processo chiesta e ottenuta dall’avvocato Baldassarre Lauria, dell’associazione ‘Progetto Innocenti’, che si è occupato di far riaprire il processo. Tutti e quattro, e con loro anche Vesco, furono assolti tra il 2012 e il 2014.

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