PRIMO PIANOSANITA'

Partinico, pochi ricoverati: Asp chiede riconversione del covid hospital



L’ospedale di Partinico da riconvertire. È la posizione dell’Asp di Palermo espressa dai suoi massimi vertici in una nota inviata alla Regione e al commissario straordinario per l’emergenza covid. Secondo quanto evidenziato dall’azienda sanitaria tale passaggio oggi è necessario sulla base della “domanda sanitaria”.



A questo punto si deve attendere il via libera della Regione che già in altri nosocomi ha dato il suo nulla osta per far partire la riconversione degli ospedali covid oramai svuotati di pazienti per effetto della netta diminuzione dei contagi. Tra le ipotesi messe in campo quella di mantenere su Partinico un solo piano dell’edificio con 14 posti letto covid e 12 di terapia intensiva.

Secondo quanto ha suggerito nella nota l’Asp specificatamente su Partinico si potrebbe limitare il numero dei posti letto covid, dando quindi la possibilità di riattivazione di tutti i reparti presenti all’interno del nosocomio e attivi prima della pandemia: parliamo dunque di Medicina e Cardiologia con unità di terapia intensiva coronarica, servizio psichiatrico di diagnosi e cura, area funzionale di chirurgia e ortopedia, ed ancora Ostetricia e di Ginecologia con Pediatria.

Nei giorni scorsi il sindacato del Cimo aveva preso posizione sollecitando, in maniera molto critica, la direzione dell’Asp di Palermo a procedere alla riconversione dell’ospedale di Partinico oramai quasi del tutto svuotato. Sono meno di una decina complessivamente i ricoverati covid a Partinico per un totale di circa 140 posti letto.

“Si avvia a termine – commenta il vicesegretario del Pd di Partinico, Renzo Di Trapani – una esperienza che ha visto formare professionalità e che ha visto aumentare la dotazione di apparecchiature tecnologiche nel nostro ospedale. La nostra comunità ha comunque pagato un costo sociale fatto di riduzione del servizio a cui si era abituati e forte preoccupazione che hanno portato a diverse manifestazioni di protesta. Adesso è opportuno chiedere alla Regione che nella riconversione rimangano nel nostro ospedale le apparecchiature che sono state fornite e che non si disperdano le professionalità acquisite. Questa è la sfida e l’impegno che ci attende da oggi in poi”.

I parlamentari nazionali e regionali della Lega, Francesco Mollame, Vincenzo Figuccia, Antonio Catalfamo e Orazio Ragusa hanno ufficialmente chiesto un incontro al presidente della Regione Nello Musumeci per valutare se è opportuno iniziare a programmare la restituzione dell’ospedale alle sue ordinarie funzioni. Si sollecita il ripristino, in primis, dell’attività dei reparti a maggiore esigenza d’urgenza, quali il pronto soccorso, la chirurgia generale, medicina, diabetologia, ortopedia e traumatologia, ginecologia, ostetricia, pediatria e psichiatria.

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