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Alcamo, indennità non rimborsate per dirigente in convenzione: Comune fa ricorso al Tar

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Finisce davanti al Tar lo scontro tra i Comuni di Alcamo ed Enna per la gestione del dirigente Venerando “Nuccio” Russo. I due enti locali si sono “spartiti” le prestazioni del burocrate da gennaio 2018 e sino a settembre del 2019, quando l’alto burocrate decise di mettersi in aspettativa dal Comune di Alcamo dando seguito anche ad un vespaio di polemiche. La sostanziale chiusura del rapporto ha lasciato degli strascichi pesanti tra i due enti locali.

Alcamo infatti lamenta il mancato versamento dell’indennità di posizione da parte della municipalità ennese per il periodo in cui Russo ha svolto l’attività in regime di convenzione: si parla di 32.377,05 euro. Proprio per questo motivo il Comune di Alcamo ha deciso di presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale dando incarico all’avvocato interno Silvana Calvaruso:

«Tale retribuzione di posizione – ha spiegato la giunta di Alcamo nella delibera di costituzione in giudizio – impropriamente ed arbitrariamente è stata scorporata dal trattamento economico complessivo fondamentale dovuto al dirigente, sulla scorta di una errata interpretazione della convenzione».

Il nocciolo del contendere si dipana attraverso alcuni passaggi della stessa convenzione dove veniva concordato tra i due enti che il Comune di Alcamo avrebbe provveduto ad anticipare e corrispondere le somme dovute a titolo di trattamento complessivo, con recupero trimestrale della quota a carico del Comune di Enna nella percentuale prevista.

Infatti Russo svolgeva attività dirigenziale ad Alcamo per il 60 per cento delle sue ore settimanali, mentre il restante 40 per cento lo espletava su Enna. Nel testo sempre della convenzione veniva precisato che sarebbero state a carico del singolo ente solo ed esclusivamente le somme non aventi carattere continuativo, i rimborsi spese, “ed ogni altro compenso strettamente correlato alle specifiche necessità dei singoli enti”.

Il Comune di Enna sino ad oggi ha continuato a sostenere la “non debenza” di fronte alle continue richieste del Comune di Alcamo, ritenendo che il burocrate essendo stato titolare ad Alcamo debba essere quindi il Comune del trapanese a pagare questa quota di indennità. Alla fine, dopo una serie infinita di dialoghi epistolari, e non solo, l’ente locale alcamese è stato costretto a ricorrere alle vie giudiziarie per tentare di recuperare la quota d’indennità sborsata.

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