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Carini, rifiuti abbandonati: è scontro Comune-Ex Provincia, ordinanza del sindaco

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È sempre più braccio di ferro tra il Comune di Carini e la città metropolitana in tema di raccolta dei rifiuti. Il sindaco Giovì Monteleone, dopo la diffida dello scorso 26 maggio inoltrata all’ex Provincia per chiedere la bonifica di numerose strade di sua proprietà, per cui non ha mai ricevuto alcun riscontro, adesso passa al contrattacco.

Ad essere stata emanata un’ulteriore ordinanza con cui si intima alla Città metropolitana l’immediata rimozione e smaltimento di rifiuti abbandonati sulle vie in cui ricadono interi tratti di strada appartenenti all’ex Provincia. In particolare le aree in cui si richiede la bonifica riguardano le vie Vespucci, Francesco Cangialosi, Provinciale, Aldo Moro, Torretta e Pertini, la Sp Terrasini-Giardinello e ancora il prolungamento di via Peonie sino alla via Finaita, sotto il viadotto autostradale.

Sulla base del provvedimento appena emanato dal primo cittadino si da tempo 15 giorni all’ex Provincia per intervenire, in caso contrario il Comune procederà d’ufficio addebitando tutte le spese alla Città metropolitana, evidenziando anche l’ipotesi di sanzioni amministrative e penali. La decisione di Monteleone è figlia di una precaria condizione igienico-ambientale che da tempo si trascina nelle zone più periferiche:

«I rifiuti di Carini – attacca il sindaco – non sono solo un problema di Carini. Nessuno si tira indietro o vuol scaricare le proprie responsabilità ma non è un segreto per che i problemi di ordine pubblico e igienico-sanitario di un territorio vasto 76 chilometri quadrati non possono essere scaricati solo sulle spalle dei sindaci». Il sindaco infatti trae spunto dalla problematica dei rifiuti abbandonati per mettere in evidenza una situazione di devianza sociale più complessiva:

«La piana di Carini – aggiunge Monteleone – comprende 4 Comuni in nessuno dei quali ha sede un commissariato di Polizia. I 4 Comuni sono presidiati con un immane lavoro dalla sottodimensionata compagnia dei carabinieri alla quale non si possono chiedere miracoli. Anche i presidi sanitari sono pochi, insufficienti i servizi sociali e con un solo referente di medicina psichiatrica per tutti e quattro i comuni. È troppo poco e insufficiente per porre argine alle derive».

La Città Metropolitana di Palermo incassa la Tefa, un tributo associato alla Tari, la tassa sui rifiuti. Ecco perché il sindaco evidenzia che comunque l’ex Provincia ha l’obbligo di intervenire. Anche perché ancora una volta viene tirato fuori il problema dei tanti palermitani che invadono le zone più periferiche, portando anche rifiuti che di fatto non sono prodotti dai carinesi ma che si ritrovano loro malgrado a vedersi caricati in bolletta:

«Dentro c’è l’immondizia di tanta gente villeggiante, o che occupa le case abusivamente, che non ne vuole sentire di osservare le regole della raccolta differenziata pur funzionando – continua il sindaco Monteleone -. Carini ha solo 16 vigili urbani e le 100 telecamere per la videosorveglianza non sono sufficienti per cercare di tenere a bada le orde barbariche».

 

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