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Borgetto, spunta la prima palestra “no vax” “Qui niente pass” e cita Primo Levi

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“Qui non chiediamo il green pass per entrare. Ce l’hai? Bene. Non ce l’hai? Va bene ugualmente. Noi vogliamo fare solo il nostro lavoro che non è quello di fare i controllori”. È quanto si trova scritto a caratteri cubitali su un foglio appeso all’ingresso della sua palestra di Borgetto da David Daidone. Nel territorio è uno dei primi che esce allo scoperto e che si schiera apertamente nella frangia dei no vax, che tanto stanno facendo discutere in tutta Italia.

In pratica si rifiuta di voler dar seguito al decreto del presidente del Consiglio con cui si impone l’esibizione del green pass per poter accedere a palestre, piscine, parchi o sale di ristorazione. Daidone, che è il titolare della Gym body club, nota palestra di via Rosa Luxemburg, senza se e senza ma ha già preannunciato che non darà seguito in alcun modo a quel provvedimento. Un altro volantino ha affisso all’ingresso della palestra, un brano dello scrittore Primo Levi in cui si spiega come l’Italia entrò nella dittatura nazista.

Daidone quindi esterna in evidenza di far parte di quella frangia estrema che si rivede nelle posizioni di chi considera l’introduzione del green pass come una sorta di dittatura nazista. E nella sua bacheca facebook esterna questa sua teoria no vax in ogni modo, in pratica non parla quasi d’altro.

E così tra un video ed un testo da fonte quantomeno dubbia, è un susseguirsi di teorie complottiste, di presunte convinzioni che in realtà il vaccino sarebbe una bufala, sfegatato sostenitore di Lillo Massimiliano Musso, avvocato e fondatore del movimento Forza del Popolo che è contro tutta la politica italiana ed ovviamente porta avanti le tesi dei no vax.

E sempre nella sua bacheca facebook Daidone, che nella vita svolge l’attività di allenatore, preparatore atletico e personal trainer all’interno della sua stessa palestra, sfida a chiare lettere lo Stato quando con un ritocco fotografico riprende una vecchia insegna in cui si vietata l’ingresso agli ebrei: “Giorno 5 agosto – scrive – si valuterà la dignità degli italiani. La storia ci ha già insegnato tanto”.

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